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ALLARME 27 Settembre Set 2014 1145 27 settembre 2014

Prestiti alle imprese, Confesercenti: «Persi oltre 100 miliardi»

Rispetto a novembre 2011, il crollo è stato di oltre 10 punti percentuali.

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La sede di Cassa depositi e prestiti nel complesso umbertino di via Goito 4.

Prestiti alle imprese, grido d'allarme di Confesercenti.
«Il credit crunch è tutt'altro che terminato», ha affermato il 27 settembre Massimo Vivoli, vice presidente vicario.
«Ad agosto lo stock di prestiti alle imprese, comprensivi delle sofferenze, si è fermato a quota 913 miliardi: ben 103 miliardi di euro di prestiti in meno rispetto al novembre 2011, con un crollo complessivo del 10,2%».
L'AIUTO DELLA BCE. Grazie all'intervento della Bce «abbiamo assistito a un lento miglioramento della dinamica dei prestiti alle imprese che però sono rimasti sempre in territorio negativo: il dato di agosto mostra ancora una diminuzione dell'1,3% rispetto all'anno precedente».
In attesa che Mario Draghi faccia di nuovo la sua parte annunciando il dettaglio del piano di acquisto di Abs (cartolarizzazioni di crediti alle imprese e famiglie), la situazione resta dunque tesa.
SOFFRONO LE PICCOLE IMPRESE. A soffrire di più secondo Confesercenti «sono le imprese più piccole: quelle con meno di cinque addetti che sempre nel mese di agosto, mostrano una flessione del 2,3%, quasi il doppio di quella registrata dalle imprese maggiori (-1,2%)».
E in questo scenario «è difficile parlare di ripresa. Anche nel 2014, terzo anno consecutivo di recessione, Italia Comfidi ha incrementato ulteriormente i propri interventi di sostegno alle Pmi, registrando un aumento delle imprese garantite. Abbiamo continuato ad offrire un segnale importante di fiducia alle nostre imprese, ma serve un intervento dell'esecutivo: le Pmi sono stremate dallo choc di una pressione fiscale insostenibile e da una asfissiante giungla burocratica di norme».
Migliaia d'imprese «continuano a chiudere i battenti, i fallimenti aumentano: e la dinamica asfittica delle concessioni di prestiti alle aziende riduce sempre di più la possibilità, soprattutto per le realtà economiche più piccole, di resistere sul mercato interno».
«IL GOVENRO INTERVENGA». Per questo «chiediamo che il governo intervenga con sollecitudine percorrendo la strada indicata con lungimiranza e chiarezza da Draghi e Bce, spingendo le banche a creare le condizioni per agevolare l'accesso al credito di imprese e famiglie e far ripartire, in questo modo, l'economia italiana».

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