Economia 29 Settembre Set 2014 0938 29 settembre 2014

Renzi: trasferire il Tfr in busta paga

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Matteo Renzi La manovra 2014-2016 sarà di 20 miliardi. Gli interventi andranno da 1,5 miliardi per i nuovi ammortizzatori sociali previsti dal Jobs act fino al miliardo per stabilizzare gli insegnanti. Si va inoltre verso uno stop l'anno prossimo per il patto di stabilità interno dei Comuni. Ma soprattutto il governo ragiona sull'ipotesi di lasciare nella busta paga dei lavoratori una parte del trattamento di fine rapporto. NESSUNA NUOVA TASSA. Il premier, Matteo Renzi, tratteggia a grandi linee gli interventi della prossima manovra durante la trasmissione di Fabio Fazio Che tempo che fa e conferma la sua promessa: «Non ci sarà un cent di tasse in più». Anzi, un'altra promessa viene ribadita dall'ex sindaco di Firenze: "Stabilizzeremo il bonus di 80 euro". E i soldi? "I soldi si trovano". Renzi racconta di aver avuto un ultimo confronto con il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, e quello del Welfare, Giuliano Poletti, proprio per mettere a punto la parte che riguarda i nuovi ammortizzatori prevedendo, ad esempio «un'indennità a chi oggi non ne ha, cioè 1,3 milioni di Cococo. Una generazione allo sbando e abbandonata al precariato». Per questi sarebbero stati individuati 1,5 miliardi che saranno cifrati in legge di Stabilità. UN MILARDO PER GLI INSEGNANTI. Un miliardo sarà destinato agli insegnanti: «140 mila faranno finalmente i professori e non i supplenti». Per quanto riguarda i Comuni Renzi dice: «Gli chiedo di fare un sacrificio ma potranno sbloccare il patto di stabilità nel 2015. Il patto verrà superato, quando ero sindaco lo chiamavo 'patto di stupidità». Si conferma anche il bonus di 80 euro: «11 milioni di italiani riceveranno una piccola restituzione. Restituzione finanziata nel 2014 - ricorda Renzi - con 1,8 miliardi arrivati dall'operazione sulle quote di Bankitalia». IL TFR IN BUSTA PAGA. Poi Renzi rilancia un suggerimento arrivato dalla Fiom: mettere il Tfr mensilmente in busta paga ai lavoratori, anche se «è un'operazione complicata, perché c'è chi preferisce avere quei soldi alla fine del rapporto di lavoro». Sul non buon andamento dei dati macroeconomici Renzi ricorda che potremmo chiudere con il Pil a -0,3% «non sarà un risultato positivo anche se la caduta degli anni scorsi si è fermata ma - aggiunge parlando del piano di investimenti di 300 miliardi dell'Ue - bisogna chiedere all'Europa cosa ha in mente di fare per l'eurozona». IPOTESI DI RIDUZIONE ULTERIORE DELL'IRAP. Tra le altre misure emerse durante la giornata, prima dell'intervento televisivo di Renzi, ci sarebbe anche l'intento di coinvolgere le Casse private ed i fondi per la previdenza complementare in un progetto di investimenti per rilanciare l'attività economica partendo da Pmi e infrastrutture. Su questa idea si starebbe lavorando al Mef per reperire almeno 3 (e fino a 5 miliardi) da destinare a sostegno della crescita. Si pensa anche ad un ulteriore taglio all'Irap (già il 10% c'è) o un meccanismo per la deducibilità dall'imposta del costo del lavoro, sul modello Ires. Ma si parla anche di un bonus in termini di credito di imposta legato all'innovazione.

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