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BARRICATE 29 Settembre Set 2014 2116 29 settembre 2014

Tfr in busta paga? Le imprese: «Impensabile»

Le Pmi: «Non possiamo indebitarci per sostenere i consumi dei dipendenti».

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Dal primo gennaio 2015 Tfr disponibile in busta paga.
Il progetto è allo studio in vista della legge di stabilità e la conferma è arrivata direttamente dal premier Matteo Renzi durante la Direzione del Partito democratico.
Un'ipotesi, già circolata e rilanciata dal presidente del Consiglio anche a Che tempo che fa, che ha colto di sorpresa i diretti interessati e che, anzi, è addirittura «impensabile» per le piccole e medie imprese già stremate da sei anni di crisi e a corto di liquidità per la contrazione del credito, come ha fatto sapere a stretto giro Rete Imprese Italia.
NUOVA LINFA AI CONSUMI? La misura, negli intenti, avrebbe una funzione 'anticiclica', sulla scia degli 80 euro: ogni anno si tratta in totale di un flusso tra i 25 e i 26 miliardi e se la metà (l'ipotesi circolata era quella di rendere disponibile, su base volontaria, il 50% del Tfr, per almeno un anno, ma arrivando fino a tre) fosse disponibile ogni mese potrebbe dare nuova linfa ai consumi.
«Per i lavoratori», ha ricordato il presidente di Rete Imprese Giorgio Merletti, «il Tfr è salario differito, per le imprese un debito a lunga scadenza. Non si possono chiamare le imprese a indebitarsi per sostenere i consumi dei propri dipendenti».
Peraltro, ha osservato, Merletti, «il trasferimento di tutto il Tfr, o di una parte di esso, nelle buste paga significa azzerare la possibilità, per moltissimi lavoratori, di costruire una previdenza integrativa dignitosa».

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