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ECONOMIA 30 Settembre Set 2014 2124 30 settembre 2014

Def, Padoan rinvia il pareggio di bilancio al 2017

Il governo rivede le stime: Pil -0,3% nel 2014. Delrio: niente manovra aggiuntiva.

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Graziano Delrio e Pier Carlo Padoan.

L'economia italiana è sinonimo di segni al ribasso.
Dopo l'approvazione della la nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (Def) da parte del Consiglio dei ministri, il governo ha rivisto le stime sui conti pubblici.
E il quadro dipinto è ancora più nero di quanto ci si aspettasse.
«CIRCOSTANZE ECCEZIONALI». Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan in conferenza stampa post Cdm non si è nascosto: «Siamo in una situazione che richiama circostanze eccezionali, quindi è lecito immaginare un rallentamento del processo di aggiustamento del saldo strutturale, che avverrà in misura positiva, ma ridotta rispetto a quanto immaginato nel Def di aprile. Il quadro macroeconomico è molto deteriorato».
PIL 2014 -0,3%, DEFICIT AL 3%. Sempre peggio, insomma. Il Pil registrerà un -0,3% nel 2014 per poi crescere dello 0,6% nel 2015 grazie «all'impulso positivo della Legge di Stabilità», ha sottolineato il titolare del Tesoro dopo la conferma da parte dell'Istat di un terzo trimestre dell'anno all'insegna della recessione. Il deficit sarà quest'anno al 3% (sul filo della soglia-vincolo) e al 2,9% l'anno successivo.
PAREGGIO DI BILANCIO NEL 2017. A partire dal 2016 inoltre «si riprenderà l'aggiustamento strutturale dello 0,5% che porterà nel 2017 al pareggio di bilancio», ha detto Padoan.
Se non altro una notizia positiva l'ha data il sottosegretario alla presidenza Graziano Delrio, seduto accanto a Padoan: «Non ci sarà nessuna manovra aggiuntiva per il 2014, come più volte affermato», ha detto.
L'annuncio del rinvio del pareggio di bilancio non è piaciuto all'Ue, che ha invitato Roma - come Parigi - a rispettare gli impegni, riservandosi di fare le valutazioni del caso a tempo debito.


CONFERMA DEGLI 80 EURO. Legge di stabilità secondo Padoan sarà comunque orientata alla crescita, con la conferma degli 80 euro e «un rafforzamento del taglio del cuneo per le imprese» secondo modalità che sono ancora in via di definizione.
Così come è allo studio l'ipotesi lanciata dal premier Matteo Renzi di rendere disponibile il Tfr in busta paga: un «argomento in discussione», ha tagliato corto il ministro dell'Economia.
Ci saranno invece con certezza le risorse per avviare il superamento del patto di stabilità interno per gli enti locali.
OK FONDI PER IL JOBS ACT. E anche fondi sufficienti per avviare «in maniera efficace la riforma del mercato del lavoro». Le coperture per i nuovi ammortizzatori arriveranno «da un insieme di voci, dalla spending review, e da misure dal lato delle entrate, che non significa maggiori imposte, ma efficentamento delle entrate, tax expenditur per intenderci e dall'utilizzazione dei margini di bilancio».
La revisione della spesa in particolare, ha sottolineato Padoan, «sarà approfondita e servirà ad accrescere la copertura permanente dei tagli di imposte e renderà ulteriormente credibile l'operazione».
Anche il debito è visto in salita, al 131,7 quest'anno e al 133,6 l'anno dopo, anche per effetto di un piano di privatizzazioni che va a rilento.

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