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PREVISIONI 30 Settembre Set 2014 1020 30 settembre 2014

Istat: la disoccupazione giovanile sale al 44,2%

L'allarme: cresciuta del 3,6% nei 12 mesi. E anche nel terzo trimestre cala il Pil.

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Due ragazzi cercano lavoro.

Un baratro che sembra non avere fine. Secondo i dati rilevati dall'Istat, il tasso di disoccupazione dei 15-24enni ad agosto in Italia è stato del 44,2%, in aumento di un punto percentuale rispetto al mese precedente e di 3,6 punti nei dodici mesi. Dal calcolo sono esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, ad esempio perché impegnati negli studi.
Ad agosto 2014 risultavano occupati 895 mila giovani tra i 15 e i 24 anni, in diminuzione del 3,6% rispetto al mese precedente (-33 mila) e del 9% su base annua (-88 mila).
Il tasso di occupazione giovanile, pari al 15%, è diminuito di 0,5 punti percentuali su luglio e di 1,4 punti nei dodici mesi.
SCENDE LA DISOCCUPAZIONE. In generale, comunque, il tasso di disoccupazione in Italia ad agosto è del 12,3%, in diminuzione di 0,3 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,1 punti nei 12 mesi.
Il tasso di occupazione, pari al 55,7%, è cresciuto di 0,1 punti percentuali sia in termini congiunturali sia rispetto a dodici mesi prima. Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 134 mila, diminuito del 2,6% rispetto al mese precedente (-82 mila) e dello 0,9% su base annua
Il rovescio della medaglia riguarda le donne. Ad agosto, su base mensile, l'occupazione è aumentata tra gli uomini (+0,3%) mentre è diminuita tra le donne (-0,1%).
Per la rpresa, un quadro poco incoraggiante arriva dal Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (Cnel) secondo il quale l'ipotesi di una discesa del tasso di disoccupazione ai livelli pre-crisi, ovvero intorno al 7%, sembra irrealizzabile perché richiederebbe la creazione da qui al 2020 di quasi 2 milioni di posti di lavoro.

PRIMI SEGNALI DAL 2015. «Nella definizione più ampia», viene scritto sul Rapporto sul mercato del lavoro, «il tasso di disoccupazione è giunto a superare il 30% nel 2013, senza peraltro mostrare segnali di rallentamento nella prima parte del 2014».
«I progressi per il mercato del lavoro italiano non potranno che essere molto graduali», ha spiegato il Cnel, «il sistema, potrebbe iniziare a beneficiare di un contesto congiunturale meno sfavorevole non prima dell'inizio del 2015. E sarebbe», ha sottolineato, «già la migliore delle ipotesi».
GIÙ LA MASSA SALARIALE. Il potere d'acquisto dei salari «ha registrato un andamento abbastanza peculiare, con un significativo incremento nelle prime fasi della crisi e una caduta altrettanto marcata negli anni successivi, che ne ha riportato il valore sul livello della metà degli anni duemila».
Si è quindi tornati indietro di quasi un decennio. Guardando all'intera «massa salariale» il Cnel stima una perdita complessiva del 6,7% tra il 2009 e il 2013.
Inoltre, secondo il Cnel, «la quota di lavoratori a basso reddito è aumentata negli anni della crisi, superando nel 2011 i 2 milioni e 640 mila», considerando che la soglia di povertà sotto la quale i lavoratori sono considerati 'working poor' risulta pari a 6,9 euro l'ora.
DATI MIGLIORI NELL'EUROZONA. Per quanto riguarda l'Europa, ad agosto la disoccupazione nell'Eurozona è all'11,5%, stabile rispetto al mese precedente. Secondo i dati elaborati da Eurostat, anche nell'insieme Ue il tasso è rimasto lo stesso di luglio, con l'attuale 10,1%, leggermente sotto al 10,2% del mese scorso.
Più o meno stessa dinamica per la disoccupazione giovanile nell'Eurozona, al 23,3%, a luglio era al 23,2%. Nell'Ue è invece leggermente più bassa, al 21,6%. Con il 44,2% l'Italia resta terza, tra le peggiori, dopo Spagna, 53,7%, e Grecia con il 51,5%.
Il tasso d'inflazione annuo della Eurozona, a settembre si è attestato allo 0,3%, in leggero calo visto che il mese scorso era ferma a 0,4%.

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