Ministro Delle Finanze 141001112859
CONTI 1 Ottobre Ott 2014 1105 01 ottobre 2014

La Francia si ribella all'Ue: deficit-Pil al 4,4%

No all'austerity. Sforato il tetto al 4,4%. Pareggio nel 2019. Merkel: fate i compiti.

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Il ministro delle Finanze francese, Michel Sapin.

Parigi si ribella all'austerity, Roma la imita e l'Unione europea (Ue) alza i toni, richiamando entrambe all'ordine.
La Francia, con la legge di bilancio per il 2015, ha annunciato che nell'anno corrente il deficit si attesterà al 4,4% del Pil, quello seguente al 4,3%, nel 2016 al 3,8% e solo nel 2017 al 2,8%, vale a dire sotto il tetto del 3% fissato dai parametri comunitari.
Il governo di Parigi si era precedentemente impegnato a scendere sotto il 3% fin da quest'anno.
L'UE RICHIAMA ALL'ORDINE. Un annuncio, quello francese, che ha scatenato la reazione dell'Ue, la quale - per bocca del portavoce del commissario agli Affari economici Jyrki Katainen - ha invitato Parigi a «rispettare gli impegni presi». Nel mirino di Bruxelles anche Roma, che ha rinviato al 2017 il proprio pareggio di bilancio.
Immediata anche la bacchettata della cancelliera tedesca Angela Merkel: «La crisi non è alle spalle, gli Stati facciano i compiti per il loro benessere».
PARIGI «RESPINGE L'AUSTERITY». «Abbiamo preso la decisione di adattare il passo di riduzione del deficit», ha spiegato il ministro delle Finanze francese, Michel Sapin, «alla situazione economica del Paese. La nostra politica economica non sta cambiando, ma il deficit sarà ridotto più lentamente del previsto a causa delle circostanze economiche».
Nel comunicato che accompagna i numeri della legge di bilancio, il ministro ha precisato che «nessun ulteriore sforzo sarà richiesto alla Francia, perché il governo - assumendosi la responsabilità di bilancio di rimettere sulla giusta strada il Paese - respinge l'austerità».
TARGET DI DEFICIT «INATTUABILI». Sapin aveva già anticipato che i target di deficit per il 2015 erano inattuabili, ribadendo che la Francia l'anno prossimo crescerà solo dell'1 e del'1,9% nel 2017.
Inoltre, ha definito «senza precedenti» lo sforzo del governo di tagliare di 50 miliardi di euro i volumi della spesa pubblica entro il 2017, pur riconoscendo che il totale della spesa pubblica in questo periodo registrerà un rialzo dello 0,2%.
Questo significa che il debito pubblico toccherà nel 2016 un picco del 98% del Pil, iniziando una lieve discesa nel 2017.
IL PAREGGIO? SOLO NEL 2019. La Francia, che il 30 settembre ha superato la soglia dei 2 mila miliardi di euro di debito pubblico, continuerà nel 2015 il programma di taglio della spesa pubblica, con 7,7 miliardi di risparmi sui costi dello Stato e dei suoi operatori.
La spesa pubblica transalpina calerà così dal 56,5% del Pil nel 2014 al 56,1% nel 2015, per poi continuare a scendere (55,5% nel 2016 e 54,5% nel 2017). Tuttavia, il pareggio di bilancio arriverà solo nel 2019, e non nel 2017 come previsto dall'ultima manovra finanziaria.

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