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ORO NERO 1 Ottobre Ott 2014 0800 01 ottobre 2014

Petrolio, gli Usa superano l'Arabia Saudita

Washington diventa il primo produttore al mondo. Cambia lo scenario geopolitico.

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Pozzi petroliferi.

Nel mondo è pronto un cambiamento degli equilibri geopolitici, grazie al petrolio. L'oro nero torna prepotentemente al centro della scena internazionale assieme agli Stati Uniti. L'America, infatti, ha raggiunto e si prepara a sorpassare la quota di barili estratti dall'Arabia Saudita.
Così, Washington è già arrivata a 11,5 milioni di barili al giorno, come il Paese del Golfo.
Come riportato da Repubblica, gli Usa dovrebbero raggiungere il primato nella produzione di petrolio prima della fine del 2014, e le conseguenze di questo boom sono già evidenti.
QUOTAZIONI DEL PETROLIO IN CALO. Infatti, nonostante la guerra in Siria, le quotazioni del greggio sono in continuo calo e l'Opec sta pensando di tagliare la produzione per arginare la caduta dei prezzi, confermata anche nel lungo termine, considerando che dal 2012 al 2014 il costo di un barile è sceso da 125 a 95 dollari.
Poco importa agli Stati Uniti, che non sembrano interessati all'esportazione, quanto al raggiungimento dell'autonomia energetica, che sta diventando un obiettivo a portata di mano. E un miraggio, invece, per la Cina, che si dimostra sempre più dipendente dai Paesi del Golfo.
Così si potrebbe vedere un nuovo spostamento degli equilibri verso l'America, considerando anche nuove potenze estrattive, come Brasile, Canada e Colombia.
IL CONFRONTO INTERNO NEGLI STATI UNITI. Però, il governo di Washington non ha ancora usato l'oro nero come arma nello scacchiere internazionale. E una delle ragioni principali, secondo Repubblica, «è il formidabile vantaggio competitivo che l’eccesso di energia regala all’industria Usa, riducendo i suoi costi di produzione. Potenti lobby industriali hanno fatto campagna al Congresso per impedire o rallentare le licenze all’export».
Così, anche in vista delle elezioni di mid-term, ci sono già due lobby contrapposte: quella che sostiene i candidati di destra e la liberalizzazione delle estrazioni, contrapposta alle organizzazioni ambientaliste che spingono a una regolamentazione. E che potrebbero avere tra gli alleati anche la famiglia Rockefeller, che ha deciso di lasciare il combustibile fossile per investire solo sulle energie rinnovabili.

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