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RECESSIONE 2 Ottobre Ott 2014 0802 02 ottobre 2014

Crisi, Visco: «Trascurata l'economia reale»

Il governatore della Banca d'Italia: «Non bisognava partire da banche e debito».

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Il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco.

Il governatore di Banca d'Italia, Ignazio Visco, in un'intervista al Mattino ha fatto il punto sulla crisi economica. «Una moneta senza stato non è una fase finale del processo. Tanto è vero che abbiamo avuto una grave crisi per molti errori e ritardi», ha commentato.
«Di fronte alla crisi», ha spiegato, «si è partiti da banche e debito invece di risolvere i problemi di economia reale».
Parlando del ruolo della Bce e della strategia monetaria, Visco ha sottolineato che «noi siamo un organo tecnico, non eletto, che non rappresenta nessuno e che ha il compito della stabilità monetaria».
«DOBBIAMO ESSERE UMILI». «La Banca centrale», ha aggiunto, «non può provare a far sviluppare una regione rispetto a un'altra». In Europa, secondo Visco, «come italiani, dobbiamo essere più umili, se c'è una posizione intelligente bisogna portarla alla Commissione europea. Oggi c'è la presunzione che quando si va lì si punta a ottenere qualcosa a spese di altri, come per fare i furbi».
«L'Italia ha avuto una storia di aiuti europei straordinaria», nel senso che, afferma, «noi non li spendiamo, c'è un problema amministrativo di veti, di incapacità di prendere decisioni, di dire chi è responsabile di cosa...».
«PROBLEMA DI ISTRUZIONE». Il governatore ha proposto Napoli, sua città natale, come sede del vertice Bce: «Abbiamo un problema di istruzione, rispetto delle regole, criminalità. Difficoltà ambientali. E tutto questo insieme non è che si risolve con la politica monetaria».
A un giovane che oggi sta valutando se partecipare alla protesta contro la Bce, come riportato anche in un'intervista al Corriere del Mezzogiorno, Visco direbbe che «è molto importante investire in se stessi e studiare. I ragazzi devono chiedere rispetto della legge e una forte azione contro la criminalità organizzata, contro i veleni della Terra dei Fuochi».
E sulla lotta alla burocrazia ha concluso: se uno vuole «aprire un'impresa in Italia non è che ha un foglio con tantissime cose da fare: non ha neanche il foglio!».

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