Economia 2 Ottobre Ott 2014 0943 02 ottobre 2014

L'Argentina si spacca sul peso

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ristina Fernandez de Kirchner, presidente dell'Argentina, durante il discorso che ha portato alle dimissioni del presidente della Bamca centrale del Paese. Il presidente della banca centrale Juan Carlos Fabrega si è dimesso, a seguito di un duro discorso  della presidente Cristina Fernandez de Kirchner, che aveva tra l'altro ammonito su "manovre" sul fronte sia monetario sia cambiario. La bufera è arrivata solo due giorni dopo che Cristina Fernandez de Kirchner aveva sfidato l'America fregandosene di fatto mdell’accusa di oltraggio alla corte formulta da un giudice americano e aveva depositato 161 milioni di dollari per pagare gli interessi sui titoli di Stato in mano ai creditori che dopo il default del 2001 accettarono le ristrutturazioni del debito nel 2005 e 2010. Con questa manovra, i detentori di tango bond che hanno giurisdizione aregentina riceveranno le cedole. ALEJANDRO VANOLI ALLA GUIDA DELLA BANCA CENTRALE DEL PAESE Fabrega è stato sostituto dal responsabile della commissione nazionale dei valori Alejandro Vanoli, molto vicino alla Casa Rosada. Delle possibili dimissioni di Fabrega, che è considerato un tecnico, si parlava da qualche giorno, anche a causa dei suoi contrasti con Axel Kicillof, il ministro dell'economia del Paese, che si è sempre schierato contro i fondi avvoltoi, gli hedge fund, sul debito estero del Paese. DURO DISCORSO DI KIRCHNER: FABREGA ACCUSATO DI TRAMARE CON LO STRANIERO Nel mirino della Kirchner erano tra l'altro finite le autorità monetarie, di fatto Fabrega, accusato di scarsi controlli sul sistema finanziario e di aver passato informazioni riservate alle banche. La presidente aveva puntato l'indice soprattutto sul mercato illegale dei cambi parallelo: ormai da tempo il gap tra la quotazione ufficiale e quella in nero (chiamata a Baires 'blue') si è allargato ed è ormai circa dell'80%. Nel discorso la presidente aveva denunciato «le pressioni sul cambio per arrivare ad una svalutazione del peso: alcuni settori dell'economia vogliono colpire il governo, e lo vogliono fare con aiuti stranieri» ha detto. Fabrega veniva considerato un uomo pro-business e vicino ai mercati. Al centro dello scontro con Kicillof c'era tra l'altro l'emissione monetaria: Fabrega voleva limitarla per fare argine all'inflazione (pari ormai a circa il 40%, secondo rilevazioni private), politica alla quale si oppone invece il ministro dell' economia, la cui priorità è quella di sostenere i consumi. Proprio a seguito delle dimissioni di Fabrega, l'indice Merval della borsa di Buenos Aires ha chiuso il primo ottobre con un crollo pari all'8,2%.

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