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ECONOMIA 2 Ottobre Ott 2014 1822 02 ottobre 2014

Legge di Stabilità, il governo inserisce l'aumento dell'Iva

Vale 12,4 miliardi nel 2016. Confcommercio: «Sbagliato: le tasse vanno ridotte».

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Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.

La legge di stabilità del 2015 conterrà una clausola di salvaguardia sulle aliquote Iva e sulle altre imposte indirette che vale: 12,4 miliardi di euro nel 2016, 17,8 miliardi nel 2017 e 21,4 miliardi nel 2018.
GARANTIRE GLI OBIETTIVI DI MEDIO TERMINE. È una anticipazione del provvedimento che il governo ha inserito in risposta alle raccomandazioni della Commissione europea, a garanzia degli obiettivi di medio termine.
Ma il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli ha criticato questa scelta: «In Italia è stato commesso l'errore di aumentare la pressione fiscale in un contesto già depresso a causa della produttività stagnante e della domanda interna in caduta libera. I margini delle imprese sono al limite della sopravvivenza, i redditi e la ricchezza delle famiglie hanno subito una riduzione di entità senza precedenti nella nostra storia economica».
«ACUIREBBE LA CRISI». In una nota Sangalli ha aggiunto: «La lezione dovrebbe essere chiara: un eventuale nuovo inasprimento della pressione fiscale, già a livelli da record mondiale, attraverso l'ennesimo aumento delle aliquote Iva e delle imposte indirette, acuirebbe la crisi strutturale che caratterizza il sistema Italia».
«Mantenere il raggiungimento del pareggio di bilancio», ha proseguito il presidente di Confcommercio, «è un obbligo ma è altrettanto evidente che per raggiungere questo obiettivo la via da seguire è tagliare la spesa pubblica improduttiva visto che ci sono circa 80-100 miliardi di spesa ritenuti aggredibili e da cui si possono ottenere oggettivi risparmi entro tempi ragionevoli da investire tutti e senza indugio nella riduzione delle tasse su famiglie e imprese, attraverso un percorso certo, graduale e compatibile».

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