Economia 2 Ottobre Ott 2014 1333 02 ottobre 2014

Marchionne: «L'indagine Ue è una cavolata»

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Sergio Marchionne Nessun trattamento di favore per Fiat. Il processo di tax ruling relativo a Fiat Finance and Trade in Lussemburgo è «legittimo e in ogni caso il potenziale impatto finanziario del caso sul gruppo non è significativo», si legge in una nota del gruppo torinese sulla procedura aperta dalla commissione Ue, che contesta all'autorità fiscale del Lussemburgo un trattamento privilegiato alla società "tesoriera" del Lingotto, in virtù del quale Fiat pagherebbe meno tasse rispetto alla concorrenza. MARCHIONNE FAVOREVOLE AL TFR IN BUSTA PAGA. Dal Salone dell'auto di Parigi l'ad del Lingotto ha confermato i target per fine anno del gruppo e smentendo la necessità di aumento di capitale. Il manager ha anche parlato dell'ipotesi allo studio del governo con lo spostamento di una parte del Tfr in busta paga: «Bisogna smettere di dire no, costi quel che costi, anche per Fiat, quella è la direzione giusta». LETTERA DELLA COMMISSIONE ATTO DOVUTO. Circa la pubblicazione della decisione si tratta di un atto formale del procedimento che non introduce elementi nuovi nel caso, in relazione alla diffusione della lettera con la quale la Commissione Ue ricostruisce la vicenda e chiede delucidazioni al Lussemburgo. Ancora più duro l'amministratore delegato del gruppo, Sergio Marchionne: «Sono tutte cavolate. La commissione ha preso la sua decisione sull'assunto che il ruling ricevuto da Fiat possa risultare in un trattamento fiscale dei redditi di Fft in presunta violazione delle norme Ue in materia di aiuti di stato. Come già precisato Fiat svolge attività di tesoreria e di finanziamento per le attività operative del gruppo in Europa. La società non ha mai chiesto qualsivoglia esenzione o facilitazione fiscale in connessione con il ruling il cui solo scopo è chiarire le regole di transfer pricing da applicare nelle attività di finanziamento del gruppo. TASSE, LUSSEMBRUGO SIMILE AD ALTRI PAESI EUROPEI. Il periodo sotto esame è limitato agli anni 2012 e 2013. Inoltre qualsiasi potenziale aumento della base imponibile di FFT non sarebbe significativo rispetto ai risultati consuntivati dal gruppo e per di più comporterebbe variazioni di segno opposto in altre giurisdizioni fiscali, che dovrebbero essere concordate con le autorità fiscali degli altri Paesi interessati dai rapporti di finanziamento intra-gruppo. Occorre anche rilevare che l'aliquota fiscale in Lussemburgo è simile a quella di altri sistemi fiscali europei e che nel periodo sotto esame il gruppo ha registrato nell'ambito delle sue attività europee significative perdite fiscalmente rilevanti. Infine Fiat continua a ritenere che qualsivoglia esame della questione da parte delle autorità non potrò che condurre alla conferma della legittimità del tax ruling a suo tempo emesso».

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