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ENDORSEMENT 2 Ottobre Ott 2014 1328 02 ottobre 2014

Tfr in busta paga, Marchionne: «Alla Fiat costa, ma è giusto»

Il manager sta con Renzi. E replica a Della Valle: «Io sola? Detto da uno scarparo...».

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Matteo Renzi e Sergio Marchionne.

Nuovo endorsement e soliti nemici.
Sergio Marchionne è intervenuto dal Salone dell'auto di Parigi e ha parlato della questione del Trattamento di fine rapporto (Tfr).
L'amministratore delegato di Fiat pure in questo caso sta con il premier Matteo Renzi, che vuole permettere ai lavoratori di averlo in busta paga: «Anche se costa alla Fiat, dobbiamo appoggiare il governo in quello che sta facendo. Basta con i no».
«INFASTIDITO? MA VA». Quindi una replica al patron di Tod's Diego Della Valle, che lo ha definito «una sola»: «Infastidito? No, scherziamo? Se l'avesse detto qualunque altro sì, ma se da uno scarparo questo è un complimento. La suola è una parte integrante di una scarpa».
«TARGET CONFERMATI». Marchionne ha parlato anche dei dati aziendali Fiat: «I target del 2014 sono confermati. Non è necessario alcun aumento di capitale».
Quindi un annuncio: «Stiamo cercando di rilanciare un salone dell'auto in Italia, a Milano. Spero sia un successo, noi ci saremo».
«FISCO? NON MI PREOCCUPA». Chiusura sulla "vicenda fiscale lussemburghese": «Non mi preoccupa. Sono cavolate, abbiamo un'azienda che raccoglie fondi per finanziare attività europee. Resta da vedere quanto rimane in Lussemburgo che non è paradiso fiscale: si paga il 30% di tasse. Hanno fatto casino associandoci a Starbucks e Apple, ma non c'entriamo niente».

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