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ECONOMIA 3 Ottobre Ott 2014 0635 03 ottobre 2014

Governo Renzi, manovra leggera da 16 miliardi

Tagli alla spesa. Operazione sull'Iva. E una tantum. Il piano dell'esecutivo.

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Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan.

Una manovra leggera da 16 miliardi di euro. Anche se non c'è ancora una decisione definitiva in merito, Palazzo Chigi sta valutando la possibilità di varare con la legge di Stabilità una manovra ben più contenuta rispetto ai 20 miliardi di cui si era parlato in estate.
A riferirlo è stato il quotidiano La Stampa, secondo cui l'ipotesi piace al ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.
SOLDI DA TAGLI E IVA. Fonti vicine al premier Matteo Renzi hanno precisato che la manovra potrebbe nascere grazie ai tagli alla spesa che potrebbero valere tra i 10 e i 12 miliardi di euro (delocalizzati tra ministeri e amministrazioni locali). Ma pure dall'operazione dell'Iva che, attraverso il meccanismo del reverse charge per l'edilizia e altri settori, consentirà di incassare fino a 4 miliardi dall'evasione (resta però sempre alta la tentazione di aumentare l'aliquota, soprattutto quella al 4%). Quindi è prevista l'una tantum, non ancora definita, di natura non fiscale che assicurerà ulteriori 2 miliardi.
AUMENTARE IL DEFICIT. Alla base del nuovo approccio dell'esecutivo c'è la volontà di puntare al deficit vicino al 2,9% anziché al 2,1-2,2%, come ha spiegato Yoram Gutgeld.
Secondo l'economista e senatore vicino a Renzi, questa strategia consentirà di avere «10 miliardi di tesoretto per non rendere la manovra troppo pesante»: «Questi soldi li useremo nella prossima che sarà di natura espansiva», ha proseguito intervenendo a Omnibus su La7.
TFR IN BUSTA PAGA. Sempre Gutgeld ha poi precisato l'operazione Tfr. «Vorremmo dare ai lavoratori la libertà di prendere una parte di questa enorme somma di salario differito e metterlo in busta paga oggi», ha spiegato l'economista. Che ha aggiunto: «Per fare questo dobbiamo risolvere i problemi finanziari delle piccole e medie imprese».
Come? L'ipotesi è varare una convenzione con le banche di aperture di credito e valutare la possibilità di dare una garanzia pubblica alle imprese. Ma sul tema l'esecutivo è ancora in alto mare.

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