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RIPRESA 3 Ottobre Ott 2014 2003 03 ottobre 2014

Ue, Padoan: «Per crescere serve fiducia»

Il ministro dell'Economia invoca «una policy collettiva». E tutti devono fare le riforme.

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Pier Carlo Padoan.

Basta con le divisioni all'interno dell'Ue. «Per la crescita serve fiducia» reciproca e «se non ovviamo a questa situazione rischiamo di cadere in circolo vizioso, zero crescita e zero fiducia, ma siamo ancora in tempo per evitare di cadere in questa trappola». Quello del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan è un appello, lanciato durante l'apertura del XXII convegno di Pontignano.
«UN QUADRO COMUNE». All'Europa, ha spiegato Padoan, serve una «policy collettiva che affronti le sfide in un quadro di riferimento comune, mirato a costruire fiducia. Se operiamo da individui, e ogni Paese persegue le proprie soluzioni senza tener conto delle conseguenze in una assenza di fiducia reciproca» le conseguenze non possono che essere «quelle che vediamo nella maggior parte delle economie della Ue» ancora in difficoltà.
Bisogna quindi «dare una spinta ulteriore» con «un approccio collettivo alla politica economica Ue, un maggiore sostengo agli investimenti, non solo pubblici, e poi un aggiustamento più simmetrico, orientato al lungo periodo».
«UE A UN BIVIO: RISCHIA DI SBAGLIARE STRADA». L'Ue «è a un bivio» e «c'è ancora il rischio che si imbocchi la strada sbagliata andando avanti con questa bassa crescita e stagnazione ancora a lungo». Bisogna «superare le spinte individualiste» e adottare un «approccio collettivo».
Per Padoan «ci sono alcun Paesi che pensano di essere più avanti, alcuni che pensano di essere a fine percorso. Non sono d'accordo, tutti devono ancora andare avanti sulle riforme strutturali».
L'Italia, dal canto suo «fa le riforme necessarie non per accontentare la Germania, ma per dare soluzione a problemi antichi, due choc di lunga durata, riduzione della competitività che risale a 20 fa e la stagnazione duratura e persistente».

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