Economia 4 Ottobre Ott 2014 0900 04 ottobre 2014

Il lavoro? Lo invento in stazione

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La vecchia stazione di Ronciglione (Viterbo) ospita una casa do accoglienza per bambini affetti da malattie oncologiche. La vecchia stazione di Ronciglione, in provincia di Viterbo, dal 2013 è una casa di accoglienza per famiglie con bambini affetti da malattie oncologiche, gestita dall’associazione «Cuore di mamma» che ha avuto la struttura in comodato d’uso gratuito da Ferrovie dello Stato. Non è un caso isolato: 345 stazioni, corrispondenti ad una superficie di circa 64.000 metri quadrati già sono state assegnate. Il piano di riutilizzo del patrimonio inutilizzato di FS prevede infatti la possibilità di cedere le strutture - circa 1.900 su tutto il territorio nazionale -  con contratti di affitto anche calmierato, e addirittura di comodato d'uso gratuito alle associazioni e agli enti locali che le vogliano utilizzare come base per avviare progetti che siano di interesse per il territorio: volontariato, uso sociale e ambientale, promozione turistica sono le maggiori vocazioni. Accanto alle stazioni impresenziate, cioè quelle che per l’evoluzione tecnologica non hanno più bisogno della presenza fisica del personale ferroviario, ma sono gestite a distanza mediante dispositivi informatici, ci sono poi duemila chilometri di linee ferroviarie dismesse (dati Rfi), di cui 325 km sono stati destinati a greenways:  piste ciclabili e percorsi verdi accessibili a tutti. Tra i progetti simbolo c'è quello sul tracciato della ex ferrovia Roma - Cesano. 1. ENTI LOCALI E ASSOCIAZIONI SONO I PRIMI INTERLOCUTORI DI FS Sostanzialmente, FS concede con contratti di vario tipo - quello più interessante, ovviamente, è il comodato d’uso gratuito - locali e appartamenti all’interno delle stazioni impresenziate in cambio di manutenzione della struttura, la pulizia e l’agibilità, e in alcuni casi assicurando la vendita dei biglietti a fasce e l’informazione sugli orari dei treni e sulle possibili connessioni con altri mezzi di trasporto pubblico. I principali interlocutori di Fs, nel progetto partito all’inizio degli anni Novanta e ormai uscito dalla fase di sperimentazione, sono anzitutto gli enti locali - il protocollo con la Regione Toscana è stato uno dei primi firmati - interessati a promuovere o realizzare tutte le iniziative di sviluppo economico e di tutela sociale e ambientale nel territorio. In questo ambito possono svolgere un ruolo da protagonisti sia i soggetti economici tradizionali - come commercianti, imprenditori - sia i nuovi soggetti emergenti - cooperative giovanili e femminili, associazioni di volontariato, non-profit e così via. Ma negli anni sono stati stretti anche accordi di collaborazione con Legambiente, Associazione Italiana turismo responsabile, Lega Coop Sociali, Csv Net, Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato. Accordi, sia con enti locali che con l’associazionismo, che consentono di avere garanzie sulla gestione del bene dopo l’assegnazione in modo da evitare iniziative improvvisate e non sostenibili. 2. SERVE UNA PARTNERSHIP PER COMINCIARE Per ottenere l’assegnazione di una stazione (o di locali all’interno di una stazione) serve dunque un partneriato ben costruito: non è indispensabile, ma avere alle spalle il proprio Comune, o una sigla forte del terzo settore aiuta a dimostrare la propria affidabilità. Allo stesso scopo, bisogna dimostrare di avere un solido piano finanziario di corredo: se la ratio che guida Ferrovie in questa iniziativa è quella di valorizzare il proprio patrimonio senza accollarsene i costi di manutenzione, nell’assegnazione viene considerata fondamentale la capacità del soggetto richiedente di mantenere i propri impegni in tal senso. 3. IL PROGETTO DEVE AVERE UN'UTILITÀ SOCIALE Il progetto, inoltre, deve avere un riconosciuto interesse sociale: è solo in questo caso infatti che FS ammette l’affidamento dell’immobile con forme giuridiche diverse da quelle che ne consentono la messa a frutto, ovvero non un affitto ma un comodato d’uso gratuito. Sono comunque già state sperimentate forme intermedie come l’affitto calmierato per iniziative come quelle di cooperative sociali che organizzano in stazione bar e ristoranti con lo scopo di inserire nel personale persone disagiate, al fine di creare opportunità di impiego. 4. L'ACCORDO FINALE SI FA CON LA REGIONE Le Direzioni Territoriale Produzione di Rfi sono le strutture incaricate della ricerca di accordi con gli organismi e istituzioni territoriali, provvedendo all’individuazione dei locali da consegnare, previa verifica dell’assenza di operazioni di natura commerciale, nonché alla definizione dei servizi richiesti relativamente all’intero immobile. Tali accordi preliminari vanno poi concordati con il Servizio Produzione per le necessarie verifiche di compatibilità dell’operazione e la valutazione di merito circa il livello dei servizi da trasferire e/o da attivare. I progetti proposti per la valorizzazione dei beni vengono vagliati dal Servizio Attività Sociali di Impresa, che ne valuta la validità e li approva. La formalizzazione definitiva viene effettuata a cura della struttura territoriale di Ferservizi, alla quale è affidata la gestione del patrimonio immobiliare FS.

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