Squinzi 140829125118
DIBATTITO 4 Ottobre Ott 2014 1348 04 ottobre 2014

Lavoro, Squinzi: «No a Tfr anticipato»

Confindustria: «Contrari a metterlo in busta. L'art. 18? Distrugge posti di lavoro».

  • ...

Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi.

Lavoro e crescita, un binomio necessario per uscire da un periodo di crisi e recessione che bracca l'Italia da ormai troppo tempo. E i rapporti tra governo e imprese sono sempre più delicati. A ribadirlo le parole del leader degli imprenditori Giorgio Squinzi che, sull'ipotesi dell'esecutivo di anticipare il Tfr in busta paga è stato chiaro: «L'unico reale beneficiario di questa operazione sarebbe il fisco».
IMPRESE DIVISE. Una dura presa di posizione che segue la frattura tra grandi e piccole imprese, con le prime tendenzialmente favorevoli all'idea del governo, e le seconde decisamente contrarie.
Da Squinzi è poi arrivato un messaggio al premier Renzi: «Oggi nulla che possa nuocere ulteriormente alle imprese è tollerabile. Se questa è la strada la risposta è semplice. No». E sull'articolo 18 è perentorio: «Non è una legge a creare occupazione. Sappiamo che una legge malfatta, i posti di lavoro può distruggerli o quantomeno impedire che l'investitore li costruisca».

DIECI GRANDI IDEE. Il presidente di Confindustria ha poi proseguito: «Deve esserci un luogo in cui ci si guarda in faccia e si decide, sarebbe auspicabile insieme. È urgente lavorare insieme a grandi progetti Paese, servono grandi idee e tanta fiducia: bisogna puntare su 10 idee, non di più. Dieci grandi progetti per crescita e fiducia». Dopo passi «apprezzabili per determinazione e coraggio» sul mercato del lavoro, Squinzi ha avvertito: «Non regaliamo l'ultimo miglio alla paura». E a chi «parla di noi come padroni che vogliono il lavoratore più debole e senza protezioni», il leader degli industriali ha replicato: «Faccia un corso di formazione nelle nostre fabbriche».
«SUL FISCO SI È PERSA LA BUONA STRADA». Un altro grande problema sono le tasse: «Crediamo si sia in zona cesarini per mettere mano seriamente alla questione fiscale», ha detto Squinzi. «La delega che pareva essere avviata su un buon cammino si è persa. Riordino, alleggerimento e razionalità fiscali non sono rinviabili, a partire dalla fitta quanto ingiusta serie di tributi su asset e beni dell'impresa». Serve «durezza» sul fronte dell'evasione, e serve «chiarezza sui tagli di spesa pubblica improduttiva» per sapere quante risorse «realisticamente» si possono recuperare. E «si abbatta finalmente il carico fiscale su chi le tasse le paga».
CALENDA: «LE INDUSTRIE VANNO AIUTATE». Dal Forum della Piccola Industria di Confindustria il viceministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda ha affermato: «Il governo interverrà sul Tfr, per anticiparlo in busta paga, a condizione che l'operazione non abbia alcun impatto sulla liquidità delle imprese. Se si potrà mettere in campo una operazione neutra sulle Pmi allora funzionerà, mentre se dovesse essere indispensabile toccare la liquidità delle imprese, se ci dovesse essere un qualsiasi impatto negativo sulle imprese, dal credito al costo dei finanziamenti, l'esecutivo non lo farà perché è consapevole che il settore industriale è quello che può trainare la ripresa, e va aiutato e supportato».

Correlati

Potresti esserti perso