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SCHEDA 5 Ottobre Ott 2014 1901 05 ottobre 2014

Jobs act, incontro governo-sindacati: i temi sul tappeto

Contrattazione, rappresentanza, salario minimo: martedì il confronto sul Jobs act.

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Un operaio della Fiat al lavoro.

Rappresentanza sindacale, salario minimo e contrattazione decentrata.
Sono questi i tre temi destinati a occupare il centro del confronto-sfida tra il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e i sindacati, convocati per martedì 7 ottobre per discutere sul Jobs act. Questioni che, con ogni probabilità, appaiono in grado di modificare il ruolo del sindacato nel mercato del lavoro del futuro. Eccole nei dettagli.

Contratti legati al territorio

Sono una delle sfide centrali del mercato del lavoro. Per i sindacati è certamente un passaggio urticante: temono venga destrutturato il sistema centralizzato su cui oggi si basa tutta la contrattazione. Per gli imprenditori è invece la richiesta principale, per contratti su misura azienda per azienda. Non è forse questa una delle ragioni che ha portato la Fiat di Marchionne ad uscire da Confindustria, a creare New.Co e far nascere contratti territoriali, come a Pomigliano? Ecco perché qualcuno lo chiama 'modello Fiat'. Ora anche Confindustria ha chiesto di legare i salari ai risultati aziendali. Il nodo ha poi una valenza anche internazionale. Se l'attenzione mediatica nazionale è catturata dal totem dell'articolo 18, a chiedere di «avvicinare i contratti al territorio e alle aziende» è stato recentemente anche il presidente della Bce Mario Draghi, nel suo intervento a Jackson Hole. Obiettivo: favorire una maggiore differenziazione salariale.

Rappresentanza sindacale: soglia minima del 5%

Sul tema Cgil, Cisl e Uil hanno già raggiunto un accordo con Confindustria lo scorso 10 gennaio. È però una ferita che brucia all'interno della Cgil, e ha animato lo scontro tra il segretario Susanna Camusso e il leader Fiom, Maurizio Landini. L'intesa, che al momento non è stata tradotta in norme di legge, fissa criteri che danno certezza nei confronti sindacali, anche aziendali, evitando così quanto accaduto in Fiat con la Fiom. È fissata la soglia del 5% (in un mix tra iscritti e voti) per sedere al tavolo e sottoscrivere accordi che, se approvati e ratificati a maggioranza semplice dai lavoratori, valgono per tutti. Sono previste anche sanzioni pe chi non li rispetta.

Introduzione del salario minimo

È una delle novità del Jobs act. È prevista per i lavoratori subordinati e, in fase sperimentale, anche per i co.co.co. L'Italia è uno dei pochi Paesi che non ha una soglia minima di salario orario. Ma quanto potrebbe valere? In Germania è stato a luglio approvato un aumento a 8,5 euro, e i socialdemocratici hanno cantato vittoria. Ma ce l'hanno anche la Francia (9,53 euro), l'Olanda, il Belgio, l'Irlanda e la Gran Bretagna. Negli Usa, Obama vuole alzarlo a 10 dollari. Renzi, che lo indica nelle sue proposte già dalle primarie, ha sempre detto che è necessario «alzare i salari». In Italia l'unico esempio già adottato di salario minimo è il cosiddetto «giusto compenso» per i giornalisti freelance ma, a causa del basso livello di retribuzione previsto, le polemiche sono state roventi.

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