Economia 7 Ottobre Ott 2014 1019 07 ottobre 2014

A Wall Street è scissione mania

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Hewlett Packard ha deciso di separare la divisione Pc da quella di software. Più piccolo è più bello. Ma anche nuovo è più bello. Così le aziende americane, soprattutto nel settore tecnologico ma non solo, hanno cominciato a spezzettare le proprie attività, separando quelle più promettenti da quelle che hanno fatto il proprio tempo. E a Wall Street ormai è scissione mania. Il caso più recente è quello di Hewlett Packard, che dopo 75 anni di storia ha deciso di separare la divisione che si occupa di Pc e stampanti da quelle che seguono software, servizi alle aziende, server e cloud. Nasceranno due società, rispettivamente HP Inc e Hewlett Packard Enterprise, indipendenti e quotate, che cercheranno di potenziarsi usando i propri punti di forza. Secondo Meg Whitman, amministratore delegato della vecchia Hewlett Packard e che dopo lo scorporo sarà numero uno di Enterprise, «non bisogna ragionare in termini binari, diventare più piccoli non è in contraddizione con l’essere più grandi». Ha ragione? Il mercato scommette sul sì, le agenzie di rating sono scettiche. EconomiaWeb.it ha cercato di capire chi ha ragione. 1. SPLIT DI HP PIACE AL MERCATO, MENO ALLE AGENZIE DI RATING La decisione di Hewlett Packard, che si separerà in due parti con una distribuzione di titoli agli azionisti alla fine dell’anno fiscale 2015, cosa che dovrebbe limitare significativamente i costi, è stata ben accolta da Wall Street: gli investitori hanno dato fiducia al piano quinquennale di rilancio, che passa per altro tra nuovi licenziamenti (si parla di altre 5.000 persone, per un totale di circa 55.000), e il titolo ha chiuso in rialzo del 4,7% dopo essere arrivato a guadagnare più del 5%. Meno entusiaste le agenzie di rating, con Moody’s e Standard & Poor’s che hanno messo la società sotto osservazione per un possibile downgrade. Il motivo? Per il momento i dettagli fiscali e finanziari sulle due nuove aziende sono pochi e i dubbi molti. Hp ha confermato le previsioni sull’utile (tra 3,70 e 3,74 dollari per azione nell’anno fiscale 2014, che saliranno a 3,83-4,03 dollari nel 2015), ma non ha spiegato quali siano le stime sulla capitalizzazione e sul debito, né ha dato dettagli su struttura patrimoniale, politiche finanziarie, prospettive e strategia di crescita e per stabilizzare la performance delle due società. 2. ANCHE EBAY È STATA SFIDUCIATA, IBM GRAZIATA Sono proprio le incertezze sul futuro delle nuove entità a turbare i sonni delle agenzie di rating, che preferiscono traiettorie più precise e misurabili. La sorte di Hp era toccata in precedenza anche a eBay, quando il colosso delle aste online ha scorporato in una società indipendente la divisione di pagamenti online Paypal, cedendo alle pressioni dell’investitore attivista Carl Icahn: subito dopo l’annuncio della separazione, Moody’s aveva messo eBay sotto osservazione con implicazioni negative il rating del sito, spiegando che lo stato di cose sarebbe durato fino al completamento dell’operazione, attesa nella seconda metà del 2015. Meglio era andata a Ibm, che è stata risparmiata dalle agenzie di rating quando ha scorporato la divisione di server low-end, ma in quel caso la situazione era leggermente diversa: non si è trattato di uno scorporo, ma della cessione della divisione (a gennaio l’aveva comprata Lenovo, che ha chiuso alla fine del mese scorso l’operazione). 3. BUTTARE IL VECCHIO E RILANCIARE IL NUOVO CON ALLEANZE L’idea che sta dietro a queste operazioni è relativamente semplice e lo aveva ben capito già due anni fa anche Rupert Murdoch, quando ha separato le divisioni editoriali e di entertainment della sua News Corporation: tolte le divisioni che viaggiano a passo meno rapido, le restanti, in teoria più forti, potranno affermarsi maggiormente sul proprio mercato di riferimento. Per farlo non devono puntare solo sulle attività che hanno (Moody’s fa giustamente notare che una società più piccola e meno diversificata può essere strutturalmente più debole), ma su alleanze.  Due esempi confermano questa tesi: Meg Whitman già nella conferenza stampa in cui ha annunciato la scissione di Hp ha aperto a nuove acquisizioni spiegando che il nuovo gruppo avrà «potenza di fuoco e desiderio di rafforzare la propria posizione». Lo stesso ha fatto Icahn, che non ha perso tempo nel sottolineare che il settore dei pagamenti online deve essere consolidato e PayPal dovrà subito mettere in cantiere l’acquisizione o la fusione con un altro giocatore solido, in modo da meglio contrastare l'arrivo di Apple Pay.

Satya Nadella, numero uno di Microsoft. Il mercato scommette da tempo su una scissione del colosso informatico. 4. MOLTI I PRECEDENTI. LA PROSSIMA? FORSE MICROSOFT Ripercorrendo a ritroso la storia aziendale americana si scopre che la decisione di Hp ed eBay non è affatto insolita. C’è stata News Corp, ma ci sono state anche Tribune & Co, che nel 2013 ha diviso broadcasting e carta stampata, Kraft Foods, che nell’agosto 2011 si era divisa in due società quotate, e Motorola, che nel 2008 aveva creato Motorola Mobility. Nel 2008 presero strade diverse anche Time Warner e Aol, mentre nel 2006 era stata la volta di Viacom e Cbs. Tutto da capire invece chi saranno le prossime. Secondo gli analisti Hp potrà fare da apripista a una serie di altre operazioni simili (senza contare che Lenovo e Dell potranno tornare alla carica per comprare una delle due parti della nuova Hp). Chi sarà la prossima? Secondo gli analisti e i gestori di fondi di ValueAct Capital, Schwartz Investment Counsel, Stifel Financial e HighMark Capital Management potrebbe toccare a Microsoft, considerata troppo diversificata per operare in modo efficiente. Le pressioni in questo senso sono molte, ma per ora l’amministratore delegato Satya Nadella non pare intenzionato ad assecondarle.

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