Economia 7 Ottobre Ott 2014 1100 07 ottobre 2014

Tfr: in busta paga da 40 a 82 euro

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Secondo il piano Renzi per il Tfr in busta paga dovrebbe arrivare una media tra 40 e 82 euro al mese. Una media di 40 euro al mese per il 50% dell'importo in busta paga, che diventano 82 euro se l'operazione anticipo riguarda il 100% del trattamento. Tanto vale l'operazione Tfr in busta paga che Matteo Renzi vuole fortmente entro il 2015. I conti sono stati fatti dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro che ha preso in considerazione il numero dei lavoratori coinvolti, come ora il Tfr viene trattato fiscalmente, le criticità legate alle coperture finanziarie e gli equilibri prensionistici. Il risultato è una piccola guida per comprendere il dibattito in corso in questi giorni, fermo restano che poi spetta al lavotatore la scelta su cosa fare della propria liquidazione come spiegato da Economiaweb.it qui. 1. SONO 12 MILIONI I LAVORATORI INTERESSATI, ESCLUSI IMPIEGATI PUBBLICI La proposta del Governo di anticipare il Tfr in busta paga dovrebbe riguardare esclusivamente i dipendenti del settore privato, ovvero circa 12 milioni di lavoratori rispetto agli oltre 3 milioni del settore pubblico. Per il settore privato ogni anno vengono erogate 315 miliardi di retribuzioni contro i 115 miliardi per quelle dei lavoratori pubblici, per un totale di circa 430 miliardi di retribuzioni l'anno. 2. VALE 21,4 MILIARDI CIRCA IL TFR MATURATO OGNI ANNO IN ITALIA Il Tfr maturato ogni anno è circa 21 miliardi, 451 milioni di euro. Sapendo che per le imprese che superano i 49 dipendenti il Tfr rimasto in azienda viene destinato al Fondo di Tesoreria Inps questa proposta riguarderebbe solo la metà dei lavoratori privati, ovvero i 6 milioni e 500 mila dipendenti. Ogni anno vengono destinati 6 miliardi del Tfr. Poi ci sono i 6 miliardi distribuiti annualmente al Fondo Tesoreria Inps e i restanti 10 miliardi che rimangono in azienda. 3. L'AGEVOLAZIONE FISCALE FINO AL 25% ANCHE SUGLI ANTICIPI Il Tfr, sia che venga corrisposto al termine del rapporto sia che venga in parte anticipato durante il rapporto, gode di un'agevolazione fiscale e previdenziale. La prima riguarda un regime di tassazione agevolata che va dal 23 al 25% della somma percepita; la seconda è invece la totale esenzione, in quanto la somma del Tfr non alimenta il trattamento pensionistico dei lavoratori. 4. SE L'ANTICIPO È MENSILE, COME VUOLE RENZI, MANCA LA COPERTURA In passato, in caso di Tfr anticipato mensilmente in busta paga dai datori di lavoro, i giudici del lavoro avevano stabilito un cambiamento della natura della retribuzione, che diventava così ordinaria e non speciale. Di conseguenza, le imprese sono tenute a pagare i contributi corrispettivi e i lavoratori le imposte con un tasso ordinario e non più agevolato. Per conservare, dunque, l'agevolazione fiscale e contributiva bisogna necessariamente prevedere un'adeguata copertura finanziaria. 5. QUANTO ARRIVA IN TASCA AL LAVORATORE La proposta del Governo metterebbe nelle buste paga dei lavoratori circa 40 euro al mese (in caso di Tfr erogato al 50%), circa 62 euro al mese (in caso di Tfr erogato al 75%) e circa 82 euro al mese (in caso di Tfr erogato al 100%). Se si decidesse di mantenere l'odierna agevolazione fiscale, l'ammontare mensile varierebbe di circa 5 euro in eccesso.

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