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AZIENDE 9 Ottobre Ott 2014 1619 09 ottobre 2014

Fincantieri e Finmeccanica, accordo sulle navi militari

Firmato patto sulla costruzione delle navi militari, presente Roberta Pinotti.

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Il capo della Marina militare Giuseppe De Giorgi, il ministro della Difesa Roberta Pinotti e l'amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono.

Finmeccanica e Fincantieri hanno firmato un accordo di collaborazione nel settore delle costruzioni navali militari, con l'obiettivo di aumentare la competitività sui mercati nazionali ed esteri. Lo hanno annunciato gli ad di Fincantieri e di Finmeccanica, Giuseppe Bono e Mauro Moretti, in occasione del varo del sommergibile 'Pietro Venuti'. La collaborazione ha in programma di puntare sulle sinergie tecniche e commerciali fra l'unità di business Navi militari di Fincantieri e le aziende del gruppo Finmeccanica, forti delle conoscenze nei sistemi di combattimento, nell'elettronica e nei sistemi di arma navali e subacquei.
BONO: «UN DOVERE OTTIMIZZARE LE RISORSE». «Le risorse sono quelle che sono», ha dichiarato Bono, «ed è quindi un dovere spenderle bene e aumentare non solo la sicurezza, ma anche il Pil. Dobbiamo fare cose che sono vendibili fuori dal nostro Paese», ha sottolineato l'ad di Fincantieri in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, l'ad di Finmeccanica, Mauro Moretti e l'ad di Cassa depositi e prestiti, Giovanni Gorno Tempini. «Questo accordo», ha poi concluso Bono, rappresenta «un esempio concreto per realizzare quel 'sistema paese' a lungo auspicato».
MORETTI: «OFFERTA INTEGRATA E COMPETITIVA». «Ho fatto solo una cosa normale e spontanea siglando questo accordo», ha poi dichiarato Moretti, secondo il quale le due aziende «devono andare a braccetto nel mondo». Moretti ha poi aggiunto che «Finmeccanica metterà a disposizione competenze, prodotti e tecnologie nei sistemi di combattimento, d'arma e di sorveglianza, con l'obiettivo di definire un'offerta integrata e competitiva». L'accordo è stato salutato con favore sia dal rappresentante di Cassa depositi e prestiti, sia dal ministro Pinotti.

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