Economia 9 Ottobre Ott 2014 1039 09 ottobre 2014

L'America è ripartita davvero

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Alcoa è la cartina di tornasole del mercato americano: se i conti dell'azienda vanno bene, il mercato brinda. La stagione delle trimestrali americane (luglio-settembre 2014) è ufficialmente iniziata. Ad aprire le danze è stata, come di consueto, Alcoa: il colosso dell’alluminio, in un contesto economico, finanziario e industriale in rapida evoluzione, è ancora considerata la cartina al tornasole della congiuntura americana. I risultati, pubblicati l’8 ottobre dopo la chiusura di Wall Street, non hanno fatto che confermare che la marcia degli Stati Uniti verso una ripresa più solida e sostenibile è avviata e troverà ulteriore slancio nei prossimi mesi: Alcoa, che ha messo a segno la performance migliore in un anno e mezzo, ha visto crescere di sei volte i profitti, da 24 milioni nel terzo trimestre 2013 a 149 milioni. L’attesa è ora altissima per tutte le altre grandi americane, soprattutto quelle del settore finanziario e tecnologico, che arriveranno a partire dalla 13 ottobre 2014. Ecco cosa aspettarsi adesso. 1. ALCOA RINGRAZIA IL RIALZO DEI PREZZI DELL’ALLUMINIO La ricetta del successo di Alcoa è un mix di aumento dei prezzi dell’alluminio (+16%), calo dei costi dei materiali grezzi e miglioramento della produttività, legata anche a una riduzione della capacità per rendere più efficienti gli stabilimenti (dal 2007 a oggi è diminuita di 1,2 milioni di tonnellate, il 28% della capacità produttiva totale). Il gigante industriale americano, che ha visto crescere dell’8,2% a 6,24 miliardi di dollari il fatturato del trimestre, ha ampiamente superato le previsioni degli analisti, cosa che del resto ha fatto, con una sola eccezione, negli ultimi undici trimestri. Soddisfazione da parte dell’amministratore delegato Klaus Kleinfeld, secondo cui le attività principali, che hanno visto crescere l’utile da 8 a 245 milioni di dollari, “hanno messo a segno una performance che non si vedeva da prima della crisi”. Bene anche la divisione ingegneristica, che si sta avventurando nel settore aerospaziale nel tentativo di diversificare le attività: l’utile è salito del 9% a 209 milioni di dollari, il diciottesimo miglioramento di fila. 2. ATTESE POSITIVE: MA S&P FRENA Per gli analisti quello appena concluso dovrebbe essere stato un trimestre positivo, grazie anche ai rialzi dell’azionario, ma non saranno solo buone notizie e ci sono motivi di incertezza. Secondo S&P Capital IQ, i profitti operativi delle 500 maggiori società americane dovrebbero avere messo a segno un rialzo del 6,3%, una percentuale incoraggiante, ma comunque inferiore al +9% ipotizzato a giugno. Tutti e dieci i settori dell'indice S&P dovrebbero avere ottenuto un incremento degl utili, trainati dai materiali con il 14,1%, dalle telecomunicazioni con il 12% e dalla sanità con l'11,1%. Tra i settori più lenti ci dovrebbero essere quello dei beni di consumo essenziali (+2,8% la stima), dei servizi energetici (+3,1%) e dell’information technology (+3,7%). Va inoltre segnalato che delle cinquecento società quotate sullo S&P, finora 82 hanno pubblicato guidance negative sui profitti, contro le 27 positive.

La trimestrale di Google è attesa il 16 ottobre. 3. FMI HA DUBBI SULLA QUALITÀ DEI PROFITTI Se non ci sono dubbi sul fatto che negli ultimi trimestri i conti delle aziende americane sono migliorati, riprendendosi dopo la crisi del 2008, e che probabilmente continueranno a farlo andando avanti, il dubbio principale è sulla qualità degli utili, che secondo alcune voci si sta deteriorando. È di questo parere il Fondo monetario internazionale (Fmi) che, nel Global Financial Stability Report, il rapporto sulla stabilità finanziaria pubblicato a Washington durante i meeting annuali dell’istituto, sostiene che i recenti miglioramenti degli utili delle quotate sullo S&P 500 «sono stati trainati soprattutto dal rialzo dei margini operativi, ora ai massimi, mentre la crescita delle vendite sta rallentando». E poiché i margini hanno un potenziale di crescita limitato, nei prossimi mesi si dovrà tornare a un aumento dei fatturati se si vorrà continuare a fare salire i profitti. Detto questo, gli analisti sono genericamente fiduciosi: «Riteniamo che la stagione delle trimestrali andrà in generale bene, nei primi giorni di ottobre non ci sono state anticipazioni negative», ha detto Adam Parker, economista di Morgan Stanley. 4. BANCHE E TECNOLOGICI OSSERVATI SPECIALI Dopo Alcoa, unica big di questa settimana, si entra nel vivo con le grandi banche: Citigroup, Wells Fargo e JP Morgan Chase sono attese il 14 ottobre, Bank of America il 15, Goldman Sachs il 16 e Morgan Stanley il 17. Poi sarà la volta dei colossi tecnologici: Google è attesa il 16 ottobre, Apple il 20 e Facebook il 28 ottobre. Secondo gli analisti le banche faranno molto bene, grazie agli stimoli della Federal Reserve, che si concluderanno a questo mese, e a una ripresa della attività di trading nel reddito fisso, valute e materie prime, che negli scorsi trimestri erano state il tallone d’Achille della maggior parte degli istituti. «Il contesto sta migliorando, ma bisogna tenere a mente da dove si arriva e che ci potrà essere un aumento della volatilità», ha detto Christian Bolu, analista di Credit Suisse.

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