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RACCOMANDAZIONI 9 Ottobre Ott 2014 1845 09 ottobre 2014

Lavoro, Draghi: «Sia facile assumere, non licenziare»

Il presidente della Bce: «Servono riforme strutturali. E il rispetto dei bilanci».

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Il presidente della Bce Mario Draghi.

Nell'area euro c'è bisogno di riforme strutturali. Il presidente della Bce, Mario Draghi, ne è sicuro, e intervenendo al Brookings institute ha puntato il dito soprattutto sul lavoro, invocando interventi che rendano più facile per le aziende assumere giovani ma non più facile licenziarli.
«MASSICCI LICENZIAMENTI? NO». «Non credo» che la riforma del lavoro in Italia si possa tradurre in massicci licenziamenti, ha assicurato Draghi, sottolineando che l'Italia è da anni in recessione e la disoccupazione è già elevata, le aziende hanno già agito.
Il vero problema, ha evidenziato Draghi, è che la crescita potenziale è troppo bassa per ridurre la disoccupazione. Questa deve essere un incentivo per i governi ad agire e «gli elettori devono mandare a casa i governi che non sono riusciti ad agire contro la disoccupazione».
«I PIANI NAZIONALI VANNO ATTUATI». «I governi dell'area euro sanno bene cosa devono fare. Non hanno bisogno dei nostri consigli. Devono semplicemente attuare le loro specifiche nazionali riforme strutturali. E più vigorosamente lo fanno, più credibile diventerà la crescita potenziale e più velocemente la fiducia tornerà nell'area euro».
Rimane un punto fermo: «Mettere in dubbio lo spirito del contesto di governance fiscale sarebbe autolesionista. I governi devono avere lo spazio di bilancio, e la sostenbilità delle finanze pubbliche non deve essere messa in dubbio».
«SENZA RIFORME NON C'È RIPRESA». Draghi ha spiegato che «senza riforme, non può esserci ripresa», sottolineando di essere consapevole di chi dice che le riforme si fanno meglio in tempi buoni. «Troppo spesso le riforme sono state posticipate durante i tempi cattivi e poi dimenticate in tempi buoni. Non sono certo che ci saranno tempi molto buoni se non facciamo riforme ora. E questo perché i problemi che ci troviamo ad affrontare in Europa non sono ciclici ma strutturali».
TASSI BASSI A LUNGO. Dal canto suo, la Bce è decisa a fare tutto il possibile, perché ci sono segnali sul fatto che la crescita sta perdendo slancio. Così Draghi ha assicurato che i tassi resteranno bassi per un periodo prolungato di tempo, con l'inflazione destinata a salire gradualmente verso il 2% entro il 2016.
«Come abbiamo detto diverse volte c'è l'impegno unanime a ulteriori misure non convenzionali per affrontare i rischi di un prolungato periodo di bassa inflazione. Significa che siamo pronti ad alterare la taglia e la composizione dei nostri interventi non convenzionali e del bilancio se necessario», ha concluso il presidente della Bce.

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