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ECONOMIA 9 Ottobre Ott 2014 0702 09 ottobre 2014

Lavoro, Trichet: «L'Italia ha un grande potenziale»

L'ex presidente della Bce appoggia il Jobs Act. Ed elogia il lavoro di Mario Draghi alla Bce.

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Jean Claude Trichet, ex presidente della Banca centrale europea.

Jean-Claude Trichet sta con Renzi. L'ex governatore della Banca centrale europea, in un'intervista a Repubblica ha commentato le manovre dell'esecutivo sul lavoro.
Secondo Trichet, il problema principale dell'Italia «è la stagnazione economica, ma l'economista francese vede anche «un potenziale che aspetta di potersi esprimere».
Un punto su cui batte Trichet è la riforma del lavoro. Già nel 2011, quando era al timone della Bce, aveva esortato il governo (all'epoca il premier era Silvio Berlusconi) a modernizzare le regole sindacali e contrattuali.
«ABBIAMO PAGATO TUTTI». Tre anni dopo, l'ex governatore sembra essere più fiducioso, anche sul destino dell'economia continentale e dell'Euro. Ma sulla situazione economica attuale avverte: «Mi pare che il lassismo finanziario introdotto negli anni 2003 e 2004 ci sia già costato molto. Abbiamo pagato tutti: italiani, greci, spagnoli, ma anche francesi. Bisogna assolutamente continuare far ordine nei nostri conti per mantenere una credibilità davanti ai mercati finanziari».
Un obiettivo che l'Italia, a detta di Trichet sta raggiungendo, e con un po' di ordine nei conti pubblici ha evitato che gli investitori voltassero le spalle al Paese.
«LA SITUAZIONE È CAMBIATA». Soddisfatto del suo lavoro, e fiducioso nell'operato di Mario Draghi, «le cui ultime operazioni sono state eccellenti», sul futuro dell'Unione Europea ha commentato: «Tra il 2010 e il 2011 abbiamo avuto cinque Paesi sfiduciati dai mercati finanziari. Questi governi avevano un disavanzo primario consolidato che andava dal - 8 al - 9%. Oggi questi cinque Paesi hanno tutti un leggero avanzo primario. La situazione è cambiata. Sono stati fatti molti aggiustamenti. Il pericolo non è più una crisi esistenziale dell'eurozona, ma la creazione di posti di lavoro e il sostegno della crescita sul medio, lungo termine. È questa la vera priorità».

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