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CONQUISTA 9 Ottobre Ott 2014 1718 09 ottobre 2014

Lego rompe la partnership con Shell: vince Greenpeace

Addio dopo 50 anni per la campagna ambientalista contro le trivellazioni nell'Artico.

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Un fotogramma del video di Greenpeace contro Shell e Lego.

È saltato l'accordo di tra Lego e Shell: Greenpeace ha vinto la sua battaglia.
Secondo quanto ha riferito il sito del Corriere della Sera, la ditta produttrice di giocattoli ha chiuso la partnership con la compagnia petrolifera, dopo che gli ambientalisti avevano accusato l'azienda danese di avallare le trivellazioni nell'Artico.
A luglio 2014 era stato infatti postato su Youtube il video: «Lego: Everything is NOT awesome». Nella breve clip un paeseggio artico, costruito con i celebri mattoncini, veniva progressivamente sommerso dal petrolio. Il filmato è diventato subito un fenomeno virale e ha ottenuto quasi 6 milioni di clic.
PROTESTE A LEGOLAND. Ad esso erano state collegate una petizione online, da oltre un milione di adesioni, e manifestazioni di protesta organizzate in ogni parte del mondo, compreso il parco di Legoland a Windsor.
Il martellamento mediatico ha dunque ottenuto un importante risultato: l'8 ottobre il colosso danese dei giocattoli ha annunciato che non rinnoverà l’accordo con la Shell una volta scaduto quello attuale, firmato nel 2011. Una volta terminata la partnership, che risaliva agli anni '60, i giocattoli assemblabili non avranno più lo storico simbolo della conchiglia.
Nel comunicato ufficiale, l’amministratore delegato della Lego, Jorgen Vig Knudstorp, ha comunque ribadito che Greenpeace si sarebbe dovuta rivolgere direttamente alla società petrolifera e non usare come tramite l’azienda di Billund per far arrivare il suo messaggio contro le trivellazioni.
«NON APPROVO LE TATTICHE DI GREENPEACE». Knudstorp ha spiegato «di non approvare le tattiche usate da Greenpeace, che possono aver creato delle incomprensioni fra i nostri azionisti sul modo in cui operiamo» e ha assicurato l' impegno dell’azienda «nel continuare a produrre esperienze di gioco creative e stimolanti».
Una volta terminata la partnership con Shell, che risaliva agli anni '60, i giocattoli Lego non avranno più lo storico simbolo della conchiglia.
«La nostra campagna ha ottenuto una risposta straordinaria da parte del pubblico, che ha giudicato del tutto inappropriata la collaborazione fra un’azienda di giocattoli come la Lego e una compagnia petrolifera», ha sottolineato al Guardian John Sauven, direttore esecutivo di Greenpeace UK, «e ci auguriamo che questo risultato spinga altre aziende che collaborano con Shell a ripensare alla loro partnership».
Il riferimento è al Museo della Scienza di Londra, dove Shell compare come sponsor di una mostra dedicata ai mutamenti climatici.
«SHELL SFRUTTA LA CREDIBILITÀ DI ALTRI MARCHI». «È chiaro che la strategia di Shell sia quella di tentare di cavalcare la credibilità di altri marchi, così da poter essere associata a valori positivi», ha concluso Sauven, «ma come abbiamo dimostrato, se non riesci a farla franca, poi il danno è enorme».

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