Economia 10 Ottobre Ott 2014 1200 10 ottobre 2014

Marchionne dà l'addio all'Italia

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Sergio Marchione, ceo di Fca, al Salone di Parigi 2014. È cominciato in sordina l'ultimo giorno di quotazione di Fiat a Milano: il titolo tiene la parità nel giorno dell'addio, dopo 111 anni, a Piazza Affari. Lo sbarco a Wall Street è previsto per lunedì alle 16 (le 22 in Italia) quando la società guidata da Sergio Marchionne è attesa al rito del suono della campanella che apre le contrattazioni del nuovo titolo Fca al New York Stock Exchange (Nyse). Archiviato il capitolo recesso, che costerà al gruppo circa 417 milioni di euro, Fiat Chrysler Automobiles nasce ufficialmente domenica 12 ottobre. La sede legale non sarà più a Torino - dal Lingotto sparirà il logo Fiat - ma in Olanda, mentre il quartiere generale finanziario sarà a Londra, in St James's Street. CIRCA 50 MILIONI SUL BRAND ALFA ROMEO La nuova società parte con progetti ambiziosi: un piano da 50 milioni di investimenti che prevede il rilancio del brand Alfa Romeo e l'arrivo dei nuovi modelli, per vendere 7 milioni di vetture nel 2018. Ma c'è anche la sfida ai concorrenti per giocare un ruolo di primo piano nello scacchiere internazionale dell'auto. «C'è spazio per un costruttore più grande di Toyota», ha detto l'amministratore delegato Sergio Marchionne che ha ribadito l'intenzione di restare alla guida del gruppo fino al 2018. Se ci saranno le condizioni per una grande fusione, la famiglia Agnelli potrebbe diluire la quota, ma «non c'è alcuna intenzione di vendere», ha chiarito il presidente John Elkann. ADESSO SI APRE IL CAPITOLO NUOVE ALLEANZE L'attenzione dei prossimi mesi è alle possibili futuri alleanze: i fronti aperti sono tanti, con un occhio rivolto in particolare all'Asia dove già sono in atto collaborazioni industriali con Mazda e Mitsubishi. Il primo importante appuntamento dopo Wall Street è il consiglio di amministrazione del 29 ottobre, che oltre ad approvare i risultati del terzo trimestre dovrà decidere se procedere o meno alla ricapitalizzazione della società. Il penultimo giorno in Borsa non è stato positivo per il titolo del Lingotto che ha chiuso con un calo del 2,14% sulla soglia dei 7 euro. L'esercizio del diritto di recesso da parte di quegli azionisti che non hanno voluto prendere parte alla fusione con Chrysler costerà a Fiat circa 417 milioni di euro. La società deve liquidare, al prezzo di 7,727 euro ad azione, circa 54 milioni di titoli, pari al 4,3% del suo capitale sociale.

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