Economia 10 Ottobre Ott 2014 1857 10 ottobre 2014

Unicredit prende la strada dell'Asia

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Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit Dopo l'espansione nell'Europa dell'Est dell'era Profumo, Unicredit per crescere potrebbe prendere la strada di Medio Oriente, Asia e America Latina, mentre in Italia non prevede acquisizioni. Lo ha annunciato l'amministratore delegato Federico Ghizzoni, che ha confermato i target dell'anno, cioè chiudere il 2014 con un utile netto di 2 miliardi, e vede una decisione sulla vendita di Uccmb il 16 ottobre quando è in programma il Cda. La banca deciderà infatti se avviare trattative in esclusiva con uno dei due pretendenti di Uccmb, ma potrebbe anche rinunciare alle offerte se queste non saranno soddisfacenti. Il numero uno della banca ha assicurato che non ci sono in programma altre dismissioni a parte quelle di Uccmb e di Pioneer. SONO DUE I PRETENDENTI DI UCCMB Sono due i soggetti in campo per un asset che vale circa 1 miliardo di euro. Da una parte gli americani di Fortress (che è presente in Italia con Italfondiario) insieme a Prelios (assistiti da Rothschild e Mediobanca). Dall'altra parte Lone Star con il fondo Christofferson e Robb & Company (consulenti Kpmg, Rbs e Knight Frank). Del processo di vendita fanno parte la piattaforma di gestione dei non performing loan (circa 27 miliardi) e un pacchetto di sofferenze (3-4 miliardi). Uccmb ha circa 700 dipendenti che hanno annunciato uno sciopero contro il progetto di vendita della società per tutta la giornata del 16 ottobre, quindi nelle ore nelle quali si potrebbero decidere le modalità della cessione. Unicredit nelle ultime settimane è stata impegnata in diverse operazioni, prime tra tutte il dossier Pioneer-Santander e poi la cessione, attraverso Bank Austria, della quota del 16,3% nella società immobiliare CA-Immo.

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