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ECONOMIA 11 Ottobre Ott 2014 0930 11 ottobre 2014

Capitali in fuga dall'Italia: oltreconfine 67 miliardi in due mesi

Deflusso record tra agosto e settembre. Ma il governatore Visco smentisce.

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Il presidente della Bce Mario Draghi.

Quasi 70 miliardi di euro fatti sparire. Anzi, 'espatriare'.
Un deflusso di denaro così rapido dall'Italia non si era visto da prima che Mario Draghi, nel luglio del 2012, pronunciasse le sue parole più celebri: «Faremo qualunque cosa per preservare l'euro».
Come riportato l'11 ottobre da la Repubblica, in agosto sono usciti dall'Italia capitali per 30,3 miliardi di euro.
E la corsa verso l'estero in settembre ha addirittura accelerato con un saldo negativo di 37 miliardi.
Era dal periodo drammatico fra la primavera 2011 e la primavera del 2012 che non si assisteva a un'emorragia così sostenuta.
INDAGINE DELLA BCE. La tendenza è stata fotografata dal sistema europeo delle banche centrali, l'Eurosistema che dà vita alla Bce, attraverso i saldi di Target 2. Quest'ultimo è il meccanismo di pagamenti anche fra privati in Europa, che l'Eurosistema segue perché sono le stesse banche centrali a regolare i pagamenti attraverso i confini con un meccanismo di crediti e debiti.
Poiché gli scambi d'import ed export procedono di solito a ritmo costante, è sicuro che la fuoriuscita di capitali sia data da una decisione degli investitori finanziari: risparmiatori, fondi, banche. Sulla base dei dati pubblici è più difficile spiegare quali categorie di titoli italiani siano smobilizzate per portare denaro fuori. Anche perché la Banca d'Italia smentisce le circostanze. Rispondendo a chi gli chiedeva se fosse vera una 'fuga' di 67 miliardi dal Belpaese, il governatore Ignazio Visco ha commentato:«Non c'è fuga di capitali dall'Italia. Non mi sembra che si possa parlare di fuga di capitali».

Borsa, il Ftse-Mib in affanno: -9,5% da settembre

Per ora la fuga non sembra riguardare i titoli di Stato, ma dal 4 settembre scorso il Ftse-Mib, principale listino della borsa di Milano, ha perso il 9,5%: è una fuga di circa 40 miliardi di euro. Parte di questo denaro sembra essere stato parcheggiato in Germania: la posizione creditoria della Bundesbank nell'Eurosistema negli stessi mesi si è infatti impennata per circa la metà dei volumi finanziari persi dall'Italia. Il resto sembra essere finito fuori dall'area euro, contribuendo alla svalutazione della moneta unica.
RECESSIONE CONTINUA. Frank Westermann dell'università di Osnabrueck ha cercato di capire perché lo smottamento di denaro riguardi solo l'economia più grande dell'Europa del Sud. La prima spiegazione è la più ovvia: l'Italia è il solo Paese della periferia che resta in recessione, senza risultati visibili dalle riforme. Inoltre, poco meno di tre anni fa le banche italiane hanno preso in prestito oltre 200 miliardi di liquidità dalla Bce per il tramite della Banca d'Italia, fornendo in garanzia dei titoli del Tesoro. Tra poco queste operazioni saranno definitivamente chiuse e i Btp o i Ctz potrebbero essere svincolati.
IL DIFFICILE RAPPORTO CON LA TROIKA. Frank Westermann però offre anche una spiegazione politica: Mario Draghi nel 2012 promise interventi illimitati della Bce solo in difesa di quei Paesi che avessero accettato la troika, cioè un programma di politiche controllate e monitorate dal resto d'Europa. L'Italia è il solo Paese del Sud a non averlo sottoscritto e ha un sistema politico che rifiuta la troika.

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