Economia 11 Ottobre Ott 2014 1000 11 ottobre 2014

Perché il social network si fa la banca

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Mark Zuckerberg, amministratore delegato e inventore di Facebook pensa di lanciare la sua banca. Come saranno le banche del futuro? Cosa vorranno i clienti di domani? Secondo un studio di Capgemini, gli istituti finanziari dovranno adattarsi a un mondo sempre più interconnesso, social per usare un termine di moda, creando network integrati di servizi e informazioni, in cui i clienti possano interagire con la propria banca in modo sempre più efficace. «l fatto non è che le filiali non interessano più, ma le nuove generazioni di clienti ritengono sempre più importanti anche altri canali, come internet, mobile e social», ha detto William Sullivan, numero uno della divisione Global financial services market intelligence di Capgemini. In un contesto del genere non sembra così balzano che le società del comparto tecnologico, che con l’innovazione e il mondo social hanno a che fare ormai da anni, pensino di diversificare le proprie attività, allungando le mani sul settore finanziario e bancario. Per ora il fatto che Google o Apple, per fare um paio di esempi, possano sostituirsi alle banche è fantascienza, ma non è escluso che in futuro le collaborazioni siano molto più strette. Del resto, i tentativi di contaminazione sono già molti. Ecco cosa sta succedendo. 1. CIRCA 1.000 MILIARDI DI PAGAMENTI MOBILE ENTRO IL 2017 Al momento il campo in cui le società tecnologiche stanno lavorando maggiormente, e dove sono stati già fatti enormi passi avanti, è quello dei pagamenti. Molti cambiamenti sono già avvenuti, molti altri avverranno. Secondo gli esperti del settore, il futuro dei pagamenti sarà disegnato dall’azione congiunta di quattro attori, - banche, provider di telecomunicazioni, colossi del retail e società tecnologiche, - con l’obiettivo di aumentare accessibilità e rapidità del servizio, allo stesso tempo riducendo i costi. Il mercato del mobile payment, quello dei pagamenti effettuati tramite dispositivi mobili, fa molta gola: secondo i dati di Idc Financial Insight le spese effettuate via mobile supereranno i 1.000 miliardi di dollari entro il 2017, includendo l’acquisto di beni fisici e digitali e i trasferimenti diretti di fondi.Inoltre, secondo uno studio di WorldPay, gli acquisti fatti online usando strumenti di pagamento alternativi alle carte di credito aumenteranno al 59% del totale entro il 2017, dal 43% del 2012, mentre gli e-wallet, portafogli elettronici, catalizzeranno il 41% dei pagamenti globali. 2. LO SMARTPHONE SOPPIANTA LA CARTA DI CREDITO Secondo gli esperti le tecnologie Near Field Communication (Nfc) quelle per cui è possibile pagare facendo passare il proprio smartphone davanti al terminale Pos di un commerciante, diventeranno il secondo maggiore strumento per i pagamenti mobile, dopo gli acquisti fatti online da dispositivi mobili. «Il ruolo sempre crescente e il grande sviluppo tecnologico degli smartphone sta facendo nascere una grande quantità di metodi di pagamento mobile, che combinati tra loro rappresentano una fetta significativa del commercio globale», ha detto Aaron McPherson, responsabile della divisione strategie di pagamenti globali di Idc. Il concetto è chiaro ad Apple, che a settembre 2014 ha lanciato Apple Pay, il sistema di pagamenti mobile che promette di portare a compimento la rivoluzione del portafoglio elettronico. Per attivare il servizio, negli Stati Uniti il colosso di Cupertino sta lavorando con le principali società di carte di credito, mentre in Europa le cose vanno  a rilento, sebbene esistano già 1,5 milioni di terminali in grado di accettare pagamenti in remoto e 100 milioni di cosiddette “contactless card”, che usano la stessa tecnologia di Apple Pay. 3. FACEBOOK: E-MONEY E PAGAMENTI VIA SOCIAL NETWORK Apple non è comunque l’unica che sta cercando di costruire un ponte tra tecnologia e finanza, cullando il sogno e l’ambizione di andare a pescare nel mare assai redditizio delle banche. Facebook, per esempio, non nasconde il desiderio di entrare nel mondo finanziario: si era parlato di un interesse del social network per rimesse internazionali e denaro elettronico e della richiesta di via libera delle autorità di regolamentazione irlandesi per avviare un servizio di e-money nell’ambito di quella che era stata informalmente ribattezzata Facebook Bank. Inoltre Mark Zuckerberg sta studiando un sistema di pagamento online attraverso l’applicazione Messenger, che in futuro potrà essere usata per inviare denaro agli amici. Il progetto, che doveva restare segreto ma è stato svelato da uno studente e sviluppatore della Stanford University, consentirà agli utenti di aggiungere i dati di bancomat o usare quelli già registrati su Facebook. 4. AL LAVORO ANCHE ALIBABA, GOOGLE E VODAFONE L’idea di Facebook arriva in un momento in cui altre società, come le cinesi Tencent e Alibaba, stanno cercando di trasformare i propri siti in piattaforme per i pagamenti elettronici. Anche Google ha ribadito il proprio impegno a espandere le attività collegate a pagamenti mobile e ha presentato in Gran Bretagna la richiesta per emettere denaro elettronico, con una procedura simile a quella che Facebook sta portando avanti in Irlanda. Yahoo! ha introdotto SecureNet Mobile Payments nella sua galleria di app Commerce Central: oltre 21 milioni di piccole aziende hanno ora accesso ai servizi di SecureNet via Yahoo. Vodafone ha acquisito una licenza per servizi di e-money in modo da potere operare nel settore dei servizi finanziari europei, mentre in India il colosso delle telecomunicazioni Bharti Airtel ha messo a punto la piattaforma Airtel Money in collaborazione con Infosys.

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