Tasse 141011112013
CONTI 11 Ottobre Ott 2014 1115 11 ottobre 2014

Tasse comunali: record a Bologna, Roma, Bari e Genova

L'allarme della Cgia di Mestre. L'Uil: «La Tasi ancor più cara rispetto all'Imu 2012».

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Per la Cgia di Mestre, le tasse comunali sono un salasso a Bologna, Bari, Roma e Genova.

Le tasse comunali più alte? A Bologna, Roma e Bari. Seguite da Genova, che da due giorni deve fare i conti con l'emergenza alluvione.
A scattare la foto delle città più tartassate dai balzelli è stata una ricerca della Cgia di Mestre che ha calcolato il prelievo che una famiglia tipo di tre persone dovrà subire nel 2014 per onorare il pagamento della Tari (la nuova tassa sui rifiuti), della Tasi (il tributo sui servizi indivisibili) e dell'addizionale comunale Irpef. Secondo l'associazione di Giuseppe Bortolussi, a Bologna, Roma e Bari, inoltre, i tagli ai trasferimenti sono stati del 48%, anche se a Milano sono stati ancora maggiori (63%), e così Venezia (66%).
SALASSO DELLE TASSE. Nel caso di un'abitazione di tipo civile A2, è il Comune di Bologna a praticare il livello di tassazione medio più elevato tra le grandi città d'Italia: per il 2014 il peso economico è pari a 1.610 euro. Seguono Genova, con 1.488 euro, Bari, con 1.414 euro e Milano, con 1.379 euro.
Se, invece, l'analisi viene realizzata su un'abitazione di tipo economico A3 (che è di minor pregio rispetto all'immobile preso in esame nel caso precedente), a balzare al primo posto di questa speciale graduatoria è Roma, con 1.100 euro. Seguono Bari, con 1.079 euro, Napoli, con 1.000 euro e Genova, con 961 euro.
TASI PIÙ CARA DELL'IMU. Sempre sulle tasse comunali, un altro allarme è arrivato dalla Uil.
Entro il 16 ottobre, infatti scatta il pagamento dell'acconto della Tasi in 5.279 Comuni: secondo la sigla sindacale, sono oltre 15 milioni gli italiani - in prevalenza proprietari ma in molti comuni anche inquilini - chiamati a pagare un acconto medio di 74 euro, 148 euro il totale che però sale a 191 euro se si prendono in considerazione le sole città capoluogo. Con un aggravio, ha evidenziato la Uil, rispetto all'Imu 2012, per una famiglia su due.
ALLARME DELLA UIL. «È vero che il costo della Tasi sarà, complessivamente, leggermente più basso dell'Imu», ha commentato Guglielmo Loy, segretario confederale del sindacato, «ma la distribuzione della nuova tassa è meno equa: pagherà un po' di più chi prima era esente o pagava cifre basse e pagheranno molto meno i proprietari di quelle abitazioni con rendite catastali elevate».
Dalle simulazioni della Uil, realizzate sui pagamenti soggettivi delle famiglie nelle città capoluogo, emerge infatti che «per una famiglia su due il costo della Tasi sia più 'caro' di quanto pagato con l'Imu nel 2012».
REBUS DELLE DETRAZIONI. La media dell'aliquota applicata dai 105 capoluoghi di provincia si consolida al 2,63 per mille (superiore all'aliquota massima «ordinaria»), seppur «addolcita» dalle singole detrazioni introdotte dai relativi Comuni (la Uil ha calcolato almeno 100 mila combinazioni diverse), tanto da poter parafrasare il detto «Paese che vai, detrazioni che trovi», ha spiegato la sigla sindacale.
L'aliquota media complessiva applicata in tutti i Comuni è dell'1,99 per mille.

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