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GOVERNO 12 Ottobre Ott 2014 2335 12 ottobre 2014

Jobs act, Poletti: «Tempi indeterminati? Solo il 17%»

Il ministro del Lavoro: «Pronti a porre la fiducia. Articolo 18 va riformato».

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Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

Il lavoro deve essere riformato, e per farlo occorre anche a rinunciare a dei diritti finora ritenuti intoccabili. Non ha dubbio il ministro Giuliano Poletti: «L'articolo 18 oggi ha modalità assolutamente incerte», e questo «tasso di incertezza è il veleno degli investimenti», i casi di reintegra vanno definiti «in maniera certa», e poi bisogna guardare anche «ai giovani che cercano lavoro ed ai precari: i contratti a tempo indeterminato sono ormai solo il 17%» e «se andiamo avanti così il problema dell'articolo 18 si risolve da solo».
«TEMPI URGENTI». Il governo vuole chiudere l'iter parlamentare del Jobs act nei «tempi urgenti che abbiamo», ha avvertito il ministro del Lavoro. Così, ha aggiunto. se ci dovessero essere rischi di stravolgimento nel merito o di una spola tra i due rami del parlamento, con un allungamento «più di quanto sia accettabile» dei tempi, «è normale che il governo penserà al voto di fiducia» anche alla Camera come già accaduto al Senato. Sì al confronto ma non frenerà l'Esecutivo che intende «ascoltare» tutti, «valutare», ma non vede emergere argomenti «insormontabili» dallo scontro sull'articolo 18 e, in ogni caso, vuole mantenere fermo il timone sull'agenda delle riforme.
«Non abbiamo intenzione di fermarci di fronte al fatto che ci sono obiezioni, diversità di opinione; nulla sarà trascurato», poi «la responsabilità della decisione ce la prenderemo tutta».
«GRILLO? AFFERMAIZONI PRIVE DI FONDAMENTO». L'attacco di Beppe Grillo («Non permetteremo mai di portare la gente alla fame»)? Affermazione «priva di qualsiasi fondamento». In vista dell'avvio dell'esame alla Camera, giovedì 16 ottobre, è da Firenze (dove ha partecipato alla giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro) e in tivù a In Mezzora su RaiTre che il ministro ha ribadito la linea del governo Renzi. Le lacerazioni nel Pd? «Sono convinto di quello che stiamo facendo, ci metto tutto l'impegno», ha garantito Poletti, pur ammettendo qualche difficoltà «generazionale», a «più di 60 anni» e con «una storia dentro la sinistra».
Lo scontro con Cgil e Fiom? Basta «emozionalità», bisogna «guardare alla sostanza delle cose»: le ragioni del no vanno pesate ma «non possono diventare l'elemento che ci impedisce di decidere».
NUOVO CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI. L'obiettivo, ha ricordato Poletti, è introdurre un nuovo contratto a tutele crescenti che, creando «un nuovo equilibrio», permetta anche «una significativa riduzione» delle forme contrattuali: vanno cancellate quelle che non hanno «una ragione specifica» di esistere e bisogna ricondurne altre nel loro corretto perimetro di applicazione. È il caso delle partite Iva: «Non possono essere tolte» ma vanno arginati gli abusi.

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