Economia 13 Ottobre Ott 2014 1109 13 ottobre 2014

Casa: come funziona il mutuo di Stato

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Le tasse sulle case dal 2011 al 2014 sono aumentate del 200%. Persino Ben Bernanke, ex-presidente della Federal Reserve, non ce l'ha fatta. Pure lui, che per anni ha diretto la politica monetaria in America, si è visto rifiutare la domanda di un nuovo mutuo dalla banca, proprio come milioni di lavoratori che, in tutto il mondo, tentano invano di indebitarsi per comprar casa (Economiaweb.it ne ha parlato qui). Un paradosso delle regole americane. E in Italia? Ottenere un mutuo potrebbe diventare presto più facile di prima. Ma il condizionale è d'obbligo. Mentre i prestiti erogati alle famiglie continuano a diminuire (-0,8% ad agosto), nel nostro Paese sta infatti per  partire un nuovo Fondo di Garanzia statale che favorirà l'accesso al credito di alcune fasce della popolazione meno fortunate: le giovani coppie, i lavoratori precari, gli inquilini delle case popolari e i nuclei familiari numerosi. LA PARTENZA DEL FONDO DI GARANZIA DEVE FAVORIRE IL CREDITO Chi appartiene a queste categorie e vuole accendere un mutuo, nei prossimi mesi potrà godere di una garanzia dello stato, fino al 50% dell'importo richiesto. Di conseguenza, almeno in teoria, le banche dovrebbero diventare meno restie nel  dare soldi in prestito, anche quando a chiederli è un cliente che non ha le stesse referenze di un Bernanke. Meglio però non farsi illusioni perché il Fondo di Garanzia non è un obbligo per le banche che avranno infatti piena libertà nel decidere se concedere o meno il finanziamento ed è probabile che, in molti casi, continuino a tenere stretti i cordoni della borsa. Ecco come funzionano le nuove agevolazioni. 1. A DISPOSIZIONE 200 MLN OGNI ANNO FINO AL 2017 Innanzitutto, non va dimenticato che le risorse a disposizione del  nuovo Fondo di Garanzia, che nasce grazie a una convenzione tra il Ministero dell'Economia e l'Associazione bancaria italiana (Abi) sono ridotte. La cifra totale stanziata è pari a 650 milioni di euro da qui al 2017, circa 200 milioni ogni 12 mesi. Tuttavia, poiché si tratta di un semplice paracadute contro le insolvenze a cui le banche attingeranno soltanto se e quando ne avranno bisogno, i soldi stanziati potranno far ripartire, almeno secondo le stime dei tecnici del ministero,  ben 20 miliardi di euro di nuovi mutui. 2. CHI PUÒ FARE DOMANDA: ASTENERSI GIÀ PROPRIETARI Per avere i finanziamenti con la garanzia statale, i debitori devono rispettare però determinati requisiti. Innanzitutto, non  possono essere proprietari di un altro immobile in Italia destinato ad abitazione, a meno che non si tratti di una casa ereditata da qualche amico o parente morto, che è stata poi concessa gratuitamente dall'aspirante mutuatario a un genitore o a un fratello. Inoltre, come già ricordato, per presentare la domanda bisogna appartenere a una delle 4 categorie specificamente indicate nella convezione Abi-ministero: le giovani coppie in cui uno dei due partner ha meno di 35 anni, le famiglie composte da un solo genitore e da almeno un figlio minorenne, i lavoratori under 35 assunti un contratto precario e gli inquilini degli alloggi Iacp, cioè delle case popolari. Chi non possiede questi requisiti, non può dunque godere della garanzia statale.

Dal 2010 al 2014 il prezzo delle case ha subito una flessione in media del 10%. 3. L'IMPORTO EROGATO NON PUÒ SUPERARE 250 MILA EURO Non va dimenticato, poi, che le banche non sono affatto obbligate ad accettare la domanda di mutuo, anche se il richiedente ha tutte le carte in regola per ottenerlo. Nella convenzione tra Abi e ministero, infatti, c'è scritto chiaramente che gli istituti di credito hanno la facoltà di rifiutare l'erogazione del prestito, quando ritengono che il cliente sia incapace di rimborsarlo. In caso di accettazione della domanda, l'importo del finanziamento non potrà invece superare i 250mila euro e dovrà servire per l'acquisto o per la ristrutturazione  dell'abitazione principale. 4. IL COSTO DEL MUTUO È FISSATO A TASSI CERTI Gli unici paletti fissati dalla convenzione riguardano i tassi di interesse richiesti, in caso di accettazione della domanda. Il costo del mutuo, infatti, non potrà superare il Tasso effettivo medio di mercato (Tegm), pubblicato ogni trimestre dal Ministero dell'Economia. In questo momento,  il tegm dei mutui a tasso fisso è pari al 4,86% e quello dei mutui a tasso variabile si aggira sul 3,66%. A queste condizioni, un finanziamento a interessi costanti da 100mila euro  con  scadenza a 25 anni (se garantito dallo stato) non potrà dunque  avere una rata superiore a  580 euro. Chi opterà invece per un prestito a tasso variabile, sempre per 100mila euro di debito con scadenza a 25 anni, potrà pagare ogni mese una somma non superiore a 510 euro circa. Si tratta di cifre non proprio abbordabili per molte famiglie italiane, soprattutto per i giovani precari che guadagnano spesso mille euro al mese o poco più. Anche se c'è la garanzia dello Stato, insomma, i nuovi mutui agevolati costeranno più o meno quanto gli altri.

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