Economia 13 Ottobre Ott 2014 1018 13 ottobre 2014

Luxottica, la Dynasty dell'occhiale

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Leonardo Del Vecchio Il triumvirato di Luxottica non decolla. Dopo la recente uscita del ceo Andrea Guerra (qui l'articolo) che ha guidato l'azienda di occhialeria per 10 anni fino a settembre, il fondatore Leonardo Del Vecchio aveva deciso di tornare in campo affiancato da Enrico Cavatorta e un terzo manager, figura al vaglio delle selezioni. Ma qualcosa non ha funzionato. Cavatorta, nominato amministratore delegato da poco più di un mese, è già pronto a salutare per sempre l'azienda di Agordo, in provincia di Belluno. DEL VECCHIO PROPONE VIAN AL CDA. Alla luce della fuoriuscita di Cavaterra Luxottica in Borsa è subito crollata del 9%. Intanto Del Vecchio ha preso le sue contromisure e ha deciso di proporre al consiglio di amministrazione, convocato per lunedì 13 ottobre, di cooptare Massimo Vian al ruolo di co-amministratore delegato con le deleghe per l'area Operations e Prodotto e, ad interim, quelle per le funzioni Corporate e Mercati. Inoltre ha fatto sapere che «il processo di selezione del co-Ceo Mercati procede sulla base di una lista di candidati di elevato profilo. Alla luce dei solidi risultati del terzo trimestre - prosegue la nota - Luxottica ritiene di poter procedere in tale ricerca nei tempi necessari a prendere la decisione migliore». LA FRATTURA TRA CAVATORTA E DEL VECCHIO. Il manager, che avrebbe dovuto raccogliere l'eredità di Guerra che ha portato il gruppo a fatturare 7 miliardi e un'operatività estera sui mercati più disparati (il 60% circa dei ricavi di Luxottica è in dollari), è entrato in rotta di collisione con il patron per le ingerenze nella gestione dell'azienda lamentate dal manager. Inoltre secondo Cavatorta il consulente Francesco Milleri, vicino alla moglie del patron Nicoletta Zampillo e considerato professionista di fiducia dallo stesso Del Vecchio, avrebbe conquistato troppa voce in capitolo nella conduzione dell'impresa. Al tavolo di circa tre ore con l'imprenditore quasi ottantenne, non sarebbe però emersa la disponibilità del patron ad accogliere le istanze di Cavatorta e a "ridimensionare" il ruolo di Milleri. Il patron avrebbe piuttosto continuato a considerare il consulente una persona di fiducia; per di più, le competenze di Milleri - in particolare l'esperienza nel settore informatico e del software di gestione - secondo Del Vecchio non avrebbero dovuto rappresentare un terreno di sovrapposizione con Cavatorta, che oltre a essere amministratore delegato ha mantenuto le deleghe precedenti sulla gestione finanziaria. Di fronte all'impossibilità di smuovere la situazione e di fatto "sfiduciato" dall'azionista di riferimento, Cavatorta (nel gruppo dal 1999) avrebbe allora offerto la resistuzione della sua poltrona.

Enrico Cavatorta BOARD STRAORDINARIO. Ora la palla passa al board di Agordo, dove è difficile pensare che si possa creare un blocco sufficientemente ampio per sovvertire le decisioni del patron. Al contrario, è facile prevedere una larga maggioranza di favorevoli all'accogliere il passo indietro dell'ad e direttore finanziario. Le tinte del futuro dell'azienda di Agordo si tingono dei colori della gestione "familiare", con un ruolo operativo di nuovo di primo piano per Leonardo Del Vecchio. Quanto al consiglio, si aprirà anche il capitolo della successione del manager. LA DINASTY DI AGORDO. Sono ore delicate per Luxottica e tutto può succedere. Proprio per questo la Consob ha sollecitato una nota, che, con ogni probabilità, sarà scritta nella notte e verrà diffusa domattina, prima che apra la Borsa. All'epicentro del sisma c'è una famiglia numerosa e non proprio unita, almeno negli affari, con la signora Del Vecchio che vorrebbe subito Milleri in Cda, come persona di massima fiducia. E' la prima volta che il patron di Luxottica, padre di 6 figli avuti da 3 relazioni differenti, si trova alle prese con questioni che vanno al di là delle scelte operative o strategiche per il gruppo. 

Andrea Guerra LE QUOTE, I FIGLI E LE MOGLI. Lo strappo con Andrea Guerra a fine agosto, del resto, si era consumato proprio per questioni di strategia industriale, mentre qui si tratta di mettere ordine tra gli azionisti, che sono poi i famigliari dello stesso Del Vecchio, dopo la richiesta dell'attuale moglie, che è madre di Leonardo Maria Del Vecchio, di entrare in società con il 25% delle azioni. Una richiesta che rende necessaria la limatura del pacchetto pari al 16,38 di Delfin, la cassaforte di famiglia, titolare del 61,35% di Luxottica, in mano a ciascuno dei figli. Del Vecchio possiede solo l'1,72% della scatola finanziaria e dispone delle quote in mano ai figli a titolo di usufrutto, quindi, in caso di successione, si potrebbe aprire un contenzioso legale tra la signora Zampillo ed almeno 5 dei 6 figli di Del Vecchio sulle rispettive quote di spettanza. UNA POLTRONA PER MILLERI NEL CDA. Sulla limatura degli attuali pacchetti in dote ai Del Vecchio junior, però, la situazione è complicata dal rifiuto dell'attuale compagna di Del Vecchio, Sabrina Grossi, madre e per questo rappresentante dei minori Luca e Clemente, che non sembra proprio disposta ad accettare le condizioni proposte. Per questo, forse, l'ingresso di Milleri in Cda potrebbe consentire a Del Vecchio di trovare un punto di mediazione in famiglia.

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