Economia 14 Ottobre Ott 2014 1751 14 ottobre 2014

Cantone: a rischio padiglioni stranieri

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Raffaele Cantone
Allarme di infiltrazioni sui padiglioni stranieri di Expo. A lanciare l'allarme è il presidente dell'Autorità nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, in audizione all'Antimafia. «Non abbiamo strumenti di controllo sui padiglioni stranieri: la normativa prevede che i singoli Paesi possano svolgere lavori secondo le proprie regole d'appalto. E il rischio è che le imprese escluse dal sistema degli appalti possano essere presenti nei padiglioni stranieri. Il tema non riguarda solo l'Expo ma anche, per esempio, la Tav dove si fanno lavori per importi molto più significativi». L'ANAC NON HA POTERI SUGLI STRANIERI. L'Anac, l'Autorità nazionale anticorruzione, ha spiegato Cantone, «è esclusa dal controllo dei padiglioni stranieri. Nessuno riconosce valore alle interdittive antimafia, il rischio è imprese escluse o che non hanno provato a inserirsi nel sistema appalti, possano essere presenti nei padiglioni stranieri. E'un tema che ci siamo posti con la prefettura di Milano, che è particolarmente attiva ed ha provato a creare rapporti con alcuni Paesi stranieri, per chiedere di svolgere controllo sulle ditte. Con alcuni paesi si è raggiunto un accordo per cui, qualora venissero individuati elementi ostativi, si segnalano alla stazione appaltante che nella sua discrezionalità farà la valutazione che riterrà. CANTONE: SISTEMA POCO EFFICIENTE. E' un sistema molto poco efficiente - ha ammesso Cantone - che si basa sulla buona volontà di tanti ma che forse avrebbe dovuto essere valutato al momento della stipula della convenzione. Ma è un tema che non riguarda solo Exp. Il presidente dei lavori della società Milano-Lione mi spiegò, qualche tempo fa, che non era possibile valutare interdittive antimafia - ha proseguito il presidente dell'Anac - perchè, per un rapporto stabilito con la Francia, valeva la normativa francese. E per la Tav si fanno lavori molti più significativi rispetto all'Expo».

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