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EUROZONA 14 Ottobre Ott 2014 1352 14 ottobre 2014

Crisi, Germania taglia le stime del Pil

Prevista una crescita dell'1,2% nel 2014 e 1,3% nel 2015: dato al di sotto delle attese.

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La cancelliera tedesca Angela Merkel.

Il governo tedesco ha rivisto sensibilmente al ribasso le stime di crescita del Pil per il 2014 e il 2015, portandole rispettivamente a +1,2% (dal +1,8% previsto ad aprile) e al +1,3% (dal +2% precedente). Lo ha reso noto il ministro dell'Economia, Sigmar Gabriel.
PESANO LE CRISI. A pesare sul taglio le crisi internazionali, come quelle in Ucraina e in Medio Oriente, e il rallentamento dell'economia nei Paesi principali importatori del Bric e, «soprattutto», ha specificato il ministro, nell'Eurozona, che pesa per oltre il 40% sul totale dell'export tedesco.
Sono calate infatti anche le aspettative di crescita sulle esportazioni, previste oggi al 3,4% nel 2014 e al 4,1% nel 2015.
Secondo le stime del governo della cancelliera Angela Merkel gli stipendi sono destinati ad aumentare in media rispettivamente del 2,2% nel 2014 e del 2,9% l'anno successivo, chiaramente sopra l'inflazione prevista per l'anno in corso, al +1,1%, e per il 2015, al +1,6%.
«PIÙ SOLDI IN TASCA». «Le persone avranno realmente più soldi in tasca», circostanza che «spinge il consumi privati», «principale motore della crescita» nel periodo considerato, ha aggiunto Gabriel.
«Siamo fiduciosi sul fatto che l'economia tedesca supererà l'attuale fase di difficoltà», ha spiegato: per il ministro socialdemocratico «un rallentamento della crescita non è comunque una catastrofe naturale, ma per la politica è un segnale che in Europa debba essere fatto di più. In Germania, come sempre, vogliamo migliorare la competitività del nostro Paese e lo faremo. Per questo possiamo continuare il corso intrapreso finora nella politica economica e finanziaria, del lavoro e sociale».

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