Economia 14 Ottobre Ott 2014 1850 14 ottobre 2014

Energia casa: mettersi in regola in 10 punti

  • ...

Scattano il 15 ottobre 2014 le nuove regole per la manutenzionae di caldaie e condizionatori. Scatta il 15 ottobre 2014 l'obbligo di compilare il nuovo libretto d'impianto per condizionatori e caldaie. L’obbligo, in verità, era stato fissato al primo giugno 2014, poi la scadenza era stata posticipata di 4 mesi. A dover compilare il modulo, in ogni caso, sono solo quelli che installano sistemi di riscaldamento e raffreddamento con potenza superiore, rispettivamente, a 10 kW e 12 kW. Il rischio per i trasgressori è quello di incorrere in sanzioni pecuniarie che vanno dai 500 ai 6mila euro. Le novità previste dal D.M. 10 febbraio 2014, rispetto ai precedenti obblighi, sono due. La prima è che nel nuovo libretto di impianto non saranno registrati solo caldaie e sistemi di riscaldamento, dunque, ma anche sistemi di climatizzazione, impianti solari. La seconda è che le nuove disposizioni prevedono una diagnosi completa che ne andrà a verificare sicurezza, salubrità e igiene. Ma come, e quando compilare il libretto? A chi spetta? lo ha chiarito a Economiaweb.it Lorenzo Epis, consulente di Domotecnica, franchising per le aziende di installazione che operano nel campo dell’efficienza energetica e delle rinnovabili. 1. COME OTTENERE IL LIBRETTO Deve essere scaricato dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico (www.sviluppoeconomico.gov.it) a cura del proprietario dell'immobile, dell'inquilino o di chi  è responsabile dell’impianto. Può essere compilato per la prima volta dall'installatore e poi aggiornato dal manutentore o dal responsabile dell'impianto che può essere l'utente o, in un condominio, l’amministratore o la ditta abilitata da quest’ultimo delegato. È previsto anche un rapporto di efficienza per i sistemi di condizionamento soggetti a verifiche periodiche, che deve essere compilato dal manutentore e inoltrato per via telematica agli enti locali che aggiornano il catasto e organizzano verifiche a campione. Il certificato è compilato direttamente dal manutentore che ha anche il compito di trasmetterlo per via telematica all'ente locale che tiene aggiornato il catasto. 2. QUANDO COMPILARLO Inutile far scattare il 15 ottobre la “corsa al libretto” per mettersi in regola. La normativa prevede, infatti che, a partire da questa data, e secondo le scadenze di manutenzione degli impianti già regolamentate dalle singole Regioni, ogni cittadino si doti del libretto d’impianto, che affianca quello vecchio che non deve essere buttato. 3. IL RESPONSABILE DELL’IMPIANTO È IL PROPRIETARIO È l’occupante dell’abitazione, quindi il proprietario nel caso di abitazione privata e l’inquilino in caso di affitto. 4. DUE ECCEZIONI PER GLI AFFITTUARI: RISCALDAMENTO E ARIA CONDIZIONATA Fa eccezione l’affittuario in un condominio con riscaldamento centralizzato, dove la responsabilità è dell’amministratore. Se è però presente nell’appartamento un impianto di climatizzazione estiva, la responsabilità è dell’affittuario. 5. COME SI SCEGLIE IL MANUTENTORE Per ottemperare agli obblighi di sicurezza è necessario rivolgersi a manutentori o installatori in possesso dei necessari requisiti di legge, ovvero regolarmente abilitati per operare su impianti di riscaldamento e di climatizzazione, su impianti idrosanitari, e che possano realizzare, manutenere e controllare cisterne e condutture di gas allo stato liquido o aeriforme all'interno degli edifici. Per sicurezza, si può chiedere il modulo della Camera di Commercio che certifica il possesso dei requisiti e professionalità. 6. UN COSTO MEDIO DI 200 EURO PER ADEGUARSI Se un intervento di controllo su un impianto domestico variava in media tra i 100 e i 120 euro, con l’aggiunta dei controlli e della sanificazione previsti dal nuovo libretto, una famiglia con una caldaia collegata a 4-5 caloriferi ed un impianto di climatizzazione con 2 o 3 split verrà a spendere mediamente 200 euro. 7. PAGA IL PROPRIETARIO DELL'IMMOBILE Se il responsabile è l’occupante, è lui - proprietario o inquilino - a farsi carico delle spese del controllo e della manutenzione, come è avvenuto fino a oggi. All’affittuario competono solo le spese ordinarie: eventuali spese straordinarie sono a carico del proprietario. Quindi, l’affittuario invierà al proprietario una copia del libretto in cui sono richieste dal tecnico le opere di manutenzione straordinaria, chiedendo che vengano effettuate. In caso di controllo, il libretto di controllo è un vero e proprio documento di garanzia in cui vengono registrati non solo i dati dell’occupante, ma anche quelli del proprietario a tutela delle responsabilità di ciascuno in caso di controlli. 8. IL CONTROLLO LO FA IL MANUTENTORE Il rapporto di controllo dovrà essere inviato dal manutentore direttamente agli enti preposti. Questa prassi porterà ad effettuare verifiche non più a campione, ma partendo proprio da coloro che non hanno effettuato gli interventi e del cui impianto non è arrivata alcuna notifica al catasto preposto. 9. UNA MULTA FINO A 3 MILA EURO PER CHI NON È IN REGOLA Per i cittadini è prevista una sanzione che parte dai 500 euro e arriva sino ai 3mila euro. Anche per l’installatore che comunica in maniera errata o incompleta l’esito del controllo è prevista una multa che va dai mille ai 6mila euro. 10. LA FREQUENZA DEI CONTRROLLI VARIA DA REGIONE A REGIONE La frequenza richiesta dei controlli rimarrà a discrezione delle singole Regioni e potrebbe variare dai due ai quattro anni. Mentre per tutto ciò che riguarda la manutenzione e la verifica della sicurezza e salubrità fa fede quando indicato dal manutentore.

Correlati

Potresti esserti perso