Economia 14 Ottobre Ott 2014 1129 14 ottobre 2014

Inflazione, a settembre -0,4% su agosto

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A settembre l'inflazione dello 0,4% rispetto ad agosto e dello 0,2% rispetto a settembre 2013. I prezzi, secondo l'Istat, sono diminuiti più delle attese. Infatti i dati preliminari indicavano il -0,1% annuale e il -0,3% su mese e l'andamento definitivo certifica dunque come l'Italia fatichi a uscire dalla spirale deflattiva che significa minori consumi, quindi minor produzione per le industrie e ripresa sempre più lontana. L'andamento a gambero dei prezzi, inoltre, ha impatti sul costo reale del debito pubblico, che si fa sentire maggiormente sulle spalle del Tesoro. CARRELLO DELLA SPESA PIU' PESANTE Dopo tre mesi di flessione, una inversione di tendenza si legge nel cosiddetto "carrello della spesa", che per gli italiani diventa più pesante: dice l'Istat che i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,1% su base mensile e fanno registrare un tasso tendenziale nullo (da -0,2% del mese precedente). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto risultano invece stabili in termini sia congiunturali sia tendenziali (la crescita annua ad agosto era +0,2%). IN AUMENTO I PREZZI DEGLI ALIMENTARI. All'interno dell'aggregato dei "beni", che si distingue dai "servizi", i prezzi degli Alimentari (incluse le bevande alcoliche) aumentano dello 0,2% su base mensile e fanno registrare un tasso tendenziale nullo, dopo tre mesi consecutivi di flessione (-0,3% ad agosto e -0,6% a luglio e a giugno). Secondo l'Istat, il rialzo su base mensile dei prezzi degli alimentari non lavorati è da attribuire principalmente all'aumento dei prezzi dei vegetali freschi (+4,0%), la cui flessione su base annua si attenua (-1,4%, da -3,4% di agosto). IN FLESSIONE FRUTTA E CARNE. Per contro, i prezzi della frutta fresca diminuiscono dell'1,5% su base mensile ma fanno registrare, anch'essi, un ridimensionamento della flessione tendenziale (-4,6%, da -7,8% del mese precedente), per effetto del confronto con settembre 2013, quando il calo congiunturale era risultato nettamente più marcato (-4,8%). Diminuzioni congiunturali di minore entità si segnalano, inoltre, per i prezzi di alcune tipologie di carni: Carne suina (-0,3%, -0,7% in termini tendenziali), Pollame (-0,2%; +0,4% su base annua) e altre carni  (-0,1%, +0,5% rispetto a settembre 2013). CROLLO DEI BENI ENERGETICI: -2,8%. Tornando all'indice generale, la maggior caduta su base annua dei prezzi "è principalmente dovuta all'accentuarsi del calo tendenziale dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (-2,8%, da -1,2% di agosto) e al rallentamento della crescita annua dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,3%, da +0,7% del mese precedente), ampliatosi con il rilascio dei dati definitivi; andamenti solo in parte bilanciati dal ridursi della flessione dei prezzi degli Alimentari non lavorati (-0,9%, da -1,8% di agosto)". In giornata sono emersi anche i dati su altre grandi economie europee: in Francia i prezzi al consumo sono diminuiti dello 0,4% a settembre rispetto al precedente mese di agosto mentre, su base annua, si è registrato un aumento dello 0,3%. In Spagna andamaento opposto, con una crescita dello 0,2% mensile e una flessione dello 0,2% annua. In Gran Bretagna inflazione invariata a settembre, +1,2% tendenziale.

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