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CRITICHE 14 Ottobre Ott 2014 1321 14 ottobre 2014

Legge di Stabilità, Camusso: «Non è una manovra per uscire dalla recessione»

La leader Cgil: «La proposta di Renzi non mette in moto investimenti e lavoro».

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Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

La manovra annunciata da Matteo Renzi non piace a Susanna Camusso.
Secondo la leader della Cgil «il mix di tagli alla spesa e di riduzione fiscale per alcuni ci manterrà nello stato recessivo che vive il Paese».
Per Camusso il provvedimento «non mette in moto investimenti e occupazione».
«NO DIFFERENZA COL PASSATO». Il 14 ottobre, nel corso di una conferenza stampa nella sede del sindacato, la numero uno della Cgil ha ribadito la convinzione e la necessità di creare lavoro: «Non vediamo nello schema della manovra un intervento che va in questa direzione» e «non vediamo grandi differenza con altre manovre che abbiamo già visto nel passato».
Per il segretario generale «sarebbe stato più efficace per l'economia» utilizzare in un «piano concreto» di assunzioni e di creazione di posti di lavoro
anche le risorse destinate al taglio all'Irap e all'azzeramento dei contributi per neoassunti per i primi tre anni.
«NON BASTA TAGLIARE LE TASSE». «Credere che riparta la crescita del Paese solo dal taglio delle tasse è un errore, è un esperimento già fatto che non ha creato né crescita né posti di lavoro» ha aggiunto Camusso, sottolineando che «non è una questione di manovra di destra o di sinistra».
Inoltre, secondo la leader Cgil, «i tagli sono molto consistenti ma non si indicano le coperture sulla sanità».

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