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ECOFIN 14 Ottobre Ott 2014 1720 14 ottobre 2014

Legge di stabilità, Padoan: «La correzione del deficit strutturale 2015 resta fissata allo 0,1%»

Il ministro conferma il rallentamento dell'Italia nella riduzione del debito.

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Pier Carlo Padoan.

La correzione del deficit strutturale italiano all'interno della legge si stabilità «resta fissata allo 0,1% nel 2015». Il miglioramento prospettato dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, che ha parlato nella conferenza stampa Ecofin in Lussemburgo, resta dunque minimo e in linea rispetto a quanto prospettato nel Documento di economia e finanza
Un modo per confermare dunque la linea degli ultimi tempi e allentare il percorso di rientro dell'Italia verso il pareggio strutturale di bilancio, rimandato al 2017. Una licenza, rispetto al cronoprogramma indicato dall'Europa, dettata dalla congiuntura economica negativa e dalla necessità di ridare fiato all'economia italiana.
Ad aprile, quando vennero assunti gli impegni di consolidamento, «la previsione di crescita era l'1,1% più alta di quanto abbiamo oggi per il 2015, il contesto macroeconomico si è altamente deteriorato», di qui la velocità più bassa del consolidamento, ha ricordato Padoan.
«USIAMO LA FLESSIBILITÀ UE NELLE REGOLE». «Sono fiducioso, perchè le nostre relazioni con la Ue sono molto costruttive, usiamo la flessibilità nelle regole e abbiamo un dialogo aperto con la Commissione», ha aggiunto il ministro. Tutti elementi che finiranno nella manovra da 30 miliardi che il Consiglio dei ministri ha in programma di varare mercoledì 15 ottobre con la legge di stabilità, che si annuncia di rottura rispetto alle recenti manovre visto che è orientata al sostegno a famiglie e imprese con gli sgravi fiscali su Irpef e Irap.
«CORREZIONI? PRESTO PER DIRLO». Su eventuali correzioni al testo il ministro ha precisato che il presidente del Consiglio ha presentato alcune componenti aggregate, ma «la legge deve ancora essere approvata», ed «è un po' presto per dire che bisogna correggere qualcosa che non è stato ancora finalizzato».
«RISPETTEREMO LIMITE DEL 3%». Il ministro ha fatto leva sul fatto che l'Italia è tra i pochi Paesi del Vecchio continente a rispettare il «pilastro» del limite al 3% del rapporto tra deficit effettivo e Prodotto interno lordo: «Il limite del 3% sarà rispettato, staremo sotto e andremo avanti con il consolidamento strutturale».

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