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MERCATI 15 Ottobre Ott 2014 2130 15 ottobre 2014

Borse, l'Europa crolla trascinata dalla Grecia

Lo Stoxx 600 perde il 3,16%. Bruciati 276 miliardi. Atene -6,25%. Milano cede il 4,44%.

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Gli indici della Borsa greca.

Mercoledì nero per le Borse europee. Tascinato al ribasso dal crollo di Atene (-6,25% sui timori di un'uscita anticipata del governo greco dal piano di aiuti della Troika), l'indice di area Stoxx 600 ha ceduto il 3,16% mandando in fumo 276 miliardi di euro. Sono 20 quelli che ha perso Milano, con il Ftse Mib che è sceso del 4,44% a 18.304 punti, sui minimi da dicembre 2013, nel giorno in cui il governo si apprestava a varare la legge di stabilità.
I DATI USA DELUDONO. Londra ha ceduto il 2,83%, Parigi il 3,63%, Francoforte il 2,87% e Madrid il 3,73%. Sui listini hanno pesato anche i timori sulla situazione economica globale, rinfocolati dai dati Usa sulle vendite al dettaglio e la manifattura dello Stato di New York.
Tutto in rosso il Ftse Mib, con i bancari in testa ai ribassi. Il Banco popolare ha ceduto l'8,09%, Mps il 7,63%, Bpm il 7,59%, Unicredit il 6,14%, Intesa il 5,85% e Mediobanca il 5,77%.
'Scaricate' anche Mediaset (-6,37%), World duty free (-5,56%), Finmeccanica (-5,38%) e Autogrill (-5,32%). Tra le big male Telecom (-4,82%), Enel (-4,62%) e Generali (-4,27%).
RENDIMENTO BUND AI MINIMI: 0,75%. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è salito chiudendo a 166,5 punti 20 in più della vigilia, dopo aver superato quota 170 nel corso della giornata. Il rendimento del decennale italiano si è attestato al 2,41%, mentre il tasso del titolo tedesco è rimasto sui minimi storici, allo 0,75%.
Anche Oltreoceano le cose sono andate male, con con l'indice S&P 500 di Wall Street che è arrivato a perdere fino al 3%. Ma è ad Atene che si è consumato il disastro. La borsa, dopo il crollo di ieri (-5,7%), ha perso un altro 6,25%, con una perdita 'intraday' massima del 10%.
Lo spread è balzato di 76 punti base, con il rendimento dei titoli di Stato decennali volati al 7,6%. E le banche sono crollate per un report di Fitch che ha messo in guardia dalla loro vulnerabilità.
GRECIA: RISCHIO ELEZIONI ANTICIPATE A FEBBRAIO. La situazione politica di Atene agita i mercati: per recuperare terreno rispetto all'opposizione di sinistra di Syriza, in vantaggio nei sondaggi, il governo di unità nazionale di Antonis Samaras intende anticipare l'uscita dal piano di aiuti della Troika, prevista per fine 2015, in modo da allentare il cappio dell'austerity.
A febbraio la Grecia rischia di tornare alle urne in caso di stallo sull'elezione del presidente della Repubblica, per la quale sono necessari quorum di cui la maggioranza di Samaras non dispone.
Lo scenario certamente non è gradito agli investitori, che temono un allentamento del rigore e rischi per i germogli di ripresa. Forse per questo nel corso del Consiglio dei ministri, ha riportato Bloomberg, Samaras avrebbe escluso elezioni prima del 2016 e promesso di continuare lungo il cammino delle riforme e del consolidamento fiscale.
USA: LA FED PROMETTE UNA CRESCITA STABILE. La mina greca si innesta su un contesto di fibrillazione per i mercati, aggrappati alle politiche espansive delle banche centrali e delusi dall'andamento dell'economia, specialmente europea. I dati sulle vendite al dettaglio Usa e l'indice manifatturiero di New York hanno deluso le attese. La crescita economica negli Stati Uniti va avanti a un ritmo moderato e stabile, ha comunque promesso la Fed nel Beige Book, prevedendo un aumento della spesa dei consumatori americani e un ulteriore miglioramento dell'occupazione.

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