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AZIENDE 15 Ottobre Ott 2014 2014 15 ottobre 2014

Ilva, Ue: «Avanti con procedura d'infrazione»

L'esecutivo europeo avrebbe inviato un parere motivato alle autorità italiane.

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Un'immagine dell'Ilva di Taranto.

La Commissione europea incalza l'Italia sul caso Ilva di Taranto.
L'esecutivo europeo, a quanto si è appreso, ha deciso di inviare alle autorità italiane un parere motivato, seconda fase della procedura d'infrazione già aperta a suo tempo, perché non avrebbe fatto abbastanza per garantire il rispetto degli impegni assunti dall'Ilva.
LETTERA DI MESSA IN MORA. L'apertura della procedura d'infrazione contro l'Italia risale al settembre 2013. Dello scorso aprile è invece l'invio di una lettera di messa in mora complementare in cui si ipotizzava la sospensione dell'attività dello stabilimento. Nella stessa lettera venivano contestate alle autorità italiane ulteriori violazioni di norme ambientali, in particolare di alcuni articoli della direttiva sulle emissioni industriali (Ied) e di quella Seveso. L'Italia ha risposto ai rilievi di Bruxelles il 26 giugno.
UE POCO CONVINTA. Ma l'analisi degli argomenti presentati dalle autorità nazionali non deve aver convinto gli uomini del commissario Ue all'ambiente Janez Potocnik, il quale ha quindi deciso di passare alla fase due della procedura. Ora l'Italia ha qualche settimana di tempo per replicare al parere motivato: se anche questa volta non riuscirà a convincere Bruxelles, rischia di essere deferita alla Corte di giustizia dell'Unione.

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