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INTESA 15 Ottobre Ott 2014 0755 15 ottobre 2014

Italia-Cina, asse da 8 miliardi: tutti gli accordi

Da Cdp a Enel: tutti i contratti con Pechino. Li al summit Asem.

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Il premier cinese Li Keqiang accolto da Matteo Renzi a Palazzo Chigi.

Venti accordi con la Cina per un valore di 8 miliardi di euro. Matteo Renzi è soddisfatto per aver incassato un risultato importante per l'Italia, che da martedì 14 ottobre ha rinsaldato il rapporto con il Paese del Dragone, potenza che spicca per la sua forza non solo economica e commerciale ma anche finanziaria: con le sue riserve, Pechino è, infatti, da tempo corteggiata da molti in un'Europa alle prese con il nodo del debito sovrano.
INVESTIMENTI DELLA CINA. Con il premier cinese Li Keqiang - volato in Italia anche per partecipare al vertice Asem di Milano - il capo del governo s'è incontrato a Roma. E qui il rappresentante dell'ex Impero Celeste ha plaudito alle riforme dell'Italia, spiegando che sono state proprio le ultime mosse del nostro Paese ad aver convinto Pechino a investire nella Penisola. E non solo nella cultura e nel cibo, ma anche nel business.
ACCORDI PER 8 MILIARDI. La testimonianza sono gli accordi portati a casa: dall'asse fra Cassa depositi e prestiti e la China development bank (Cdb) da 3 miliardi di euro per investimenti congiunti in Italia e Cina, al memorandum fra il Fondo strategico italiano (Fsi) e China investment corp per investimenti congiunti del valore di 1 miliardo passando - solo per citarne alcuni - all'accordo da 1 miliardo fra Enel e Bank of China, o a quelli fra AgustaWestland (Finmeccanica) e Beijing general aviation e fra Intesa Sanpaolo e la banca import-export cinese.

PLAUSO DI NAPOLITANO. «In questo momento è molto forte l'attenzione degli investitori cinesi per il nostro Paese e ne siamo ben felici», ha spiegato Renzi. Che mercoledì 15 ottobre su Twitter ha precisato che «c'è ancora tanto spazio per investire in entrambe le direzioni».
Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha poi sottolineato l'importanza delle partecipazioni cinesi in aziende italiane e si è augurato ulteriori investimenti.
La Cina, da quanto ha raccontato il premier, è il secondo partner commerciale extraeuropeo dopo gli Stati Uniti con un interscambio che nel 2013 è stato di 32,9 miliardi e un export cresciuto, nel primo semestre di quest'anno, dell'8,3%. Ma lo stesso Renzi ha precisato che «possiamo fare di più».

Renzi: «Confermata l'amicizia tra i due Paesi»

Gli accordi firmati da Italia e Cina martedì 14 ottobre valgono circa 8 miliardi di euro.

Ma quali sono nello specifico gli accordi firmati da Roma e Pechino?
Si tratta di intese commerciali che, come ha detto il premier, «confermano la stretta relazione e amicizia tra i due Paesi»: «Siamo stati 'superpotenze' in settori come la cultura, ora dobbiamo investire nel futuro», è stata la tesi di Renzi proposta al collega cinese, il quale ha parlato di relazioni con Roma in «crescita».
INTESE E MEMORANDUM. Così tra gli accordi figurano il memorandum di intesa per parco ecologico italocinese firmato dal ministero dello Sviluppo economico italiano e il ministero del Commercio cinese. Ma pure il memorandum of understanding, definito dall'Ente nazionale italiano di unificazione (Uni) e lo Standards administration of China (Sac), in cui si stabiliscono accordi di collaborazione, scambi di informazione e attività di interesse comune tra i due enti nazionali di normazione per favorire gli scambi commerciali.
SOLDI PER CDP ED ENEL. Un accordo da 3 miliardi per la cooperazione nello sviluppo di opportunità finanziarie, dalle Pmi alle infrastrutture è stato firmato da Cdp e Cdb, mentre il Fondo strategico italiano con Cic International ha ottenuto l'intesa per operazioni di investimento comune del valore massimo di 500 milioni di euro per ciascuno dei due istituti (per un miliardo di euro complessivo) per sviluppare la cooperazione tra Italia e Cina.
Per Enel e Bank of China è stato previsto un memorandum per potenziali linee di credito fino a 1 miliardo di euro a Enel da parte della banca cinese.
C'È ANCHE AGUSTAWESTLAND. Poi c'è l'accordo di joint venture da circa 325 mila dollari per la produzione di 235.000 litri all'anno di etanolo cellulosico di seconda generazione utilizzando residui agricoli tra M&G International e Anhui Guonzhen Group, che hanno deciso anche un contratto di joint venture da circa 250 mila dollari per la costruzione di un impianto di produzione cogenerativa di energia e vapore.
Tra AgustaWestland e Beijing general aviation sono state decise cooperazione strategica e accordo di vendita. Mentre MeiniBank/Sogeap (società gestione aeroporto di Parma), Agf (American Global Fund) e Izp Technologies Group si sono accordate per un memorandum of understanding da 40 milioni di euro per l'acquisizione della quota di maggioranza di Sogeap.
SCAMBI PER INTESA SANPAOLO. Accordo per espansione della flotta Silversea con finanziamenti per le nuove navi costruite da Fincantieri tra Silversea Cruise e Icbc Financial Leasing.
Intesa strategica, invece, per Intesa SanPaolo e Export-Import Bank of China con l'obiettivo di collaborazione per lo scambio di prodotti meccanici, elettronici e tecnologici.
PROTOCOLLI PER INVESTIMENTI. Un protocollo d'intesa per promuovere gli investimenti cinesi in Italia è alla base dell'accordo tra Invitalia e The Export Bank of China. Mentre Gse e Zhenjiang hanno dato l'ok per un memorandum da 800 milioni di euro per l'individuazione delle imprese interessate a investire nel parco ecologico sino-italiano.
Poi c'è il memorandum di intesa del valore complessivo di 800 milioni di euro per investimenti nel settore agricolo tra Twe Sistema Italia e West Hope Dekang Group. E infine l'accordo per acquisto di azioni tra Machinery e Zhejiang Rifa.

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