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POLEMICA 15 Ottobre Ott 2014 2025 15 ottobre 2014

Montezemolo: «Dagli Agnelli nemmeno un grazie»

L'ex presidente della Ferrari: «Tutto fatto troppo in fretta. Non ho gradito i modi».

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Se n'è andato senza sbattere la porta, cercando di gettare acqua sul fuoco della polemica in una conferenza stampa congiunta con Sergio Marchionne. Ma l'addio alla Ferrari continua a far male a Luca Cordero di Montezemolo, che la sera del 15 ottobre si è sfogato a Porta a porta.
«RAPPORTO MOLTO FORTE». «Ho avuto un rapporto molto forte con la famiglia Agnelli, credo di aver fatto qualcosa di importante nel 2004 ad accettare di fare il presidente della Fiat in un momento drammatico, forse un grazie in più me lo sarei aspettato, ma va bene così», ha detto l'ex presidente del Cavallino.
Un addio, ha spiegato Montezemolo, molto probabilmente legato «alla necessità di avere la Ferrari all'interno del grande gruppo Fca. Certo non mi ha fatto molto piacere il modo», troppo «in fretta, in relazione al grande appuntamento della borsa di Wall street».
«LA FERRARI È UN PEZZO DI BANDIERA ITALIANA». Uno sfogo a cuore aperto quello di Montezemolo: «La Ferrari insieme alla mia famiglia è la cosa più importante della mia vita. Sono stato 23 anni da presidente e prima da ragazzo di bottega con Enzo Ferrari. La Ferrari è un pezzo di bandiera italiana, un insieme di bellezza estetica, di passione come il rosso e di tecnologia estrema. Quando una la guida o la segue nei circuiti è sempre una grande emozione. Io dico sempre che noi non vendiamo un'auto, ma vendiamo un sogno».
«FCA? NON DEL TUTTO ITALIANA». Ma molto è cambiato da quando è nata Fca, «una multinazionale che ha sede a Detroit e una serie di sedi in giro per il mondo, con una forte componente americana e una componente italiana». Ed è «un po' un dato di fatto» che la Fca non sia italiana, perché «produce ma non progetta in Italia».
Sulla Ferrari, ha detto Montezemolo «non voglio sembrare nostalgico, credo si apra una fase nuova, diversa». Il Cavallino entra «all'interno di un grande gruppo, e c'è l'orgoglio di portare a questa multinazionale un supporto importante».

«Abbiamo vinto 15 titoli in 14 anni»

Discorso a parte merita il reparto corse, che vive un momento decisamente poco brillante: «Visto che si dice che ultimamente non vinciamo tanto, dal 1999 a oggi abbiamo vinto 14 titoli mondiali in 15 anni».
I PIÙ VINCENTI AL MONDO. Tanti ricordi nella mente di Montezemolo: «Nel 2000 vincemmo il mondiale in Giappone con Michael Schumacher dopo 23 anni, era l'alba in Italia e ricordo la telefonata dell'avvocato Agnelli. Per la prima volta l'ho sentito piangere per la gioia perché era un momento particolare per la Fiat, per lui che non stava bene e per l'Italia. Nel 2003 gli dedicammo la macchina la Ferrari 'G.A' e si vinse mondiale piloti e costruttori. Negli ultimi anni siamo la squadra che ha vinto di più al mondo e sia nel 2008 che nel 2010 e nel 2012 abbiamo perso il mondiale nell'ultima gara. La stagione veramente deludente è stata l'ultima ma questo è lo sport».
«ITALO? CHIEDIAMO UNA CONCORRENZA LEALE». Ora sono altri i progetti da seguire. A partire dai treni con Ntv: «Italo in affanno? Abbiamo circa 1.100 giovani con un'età media fra i 27 ed i 28 anni. È una bellissima impresa, la gente finalmente può scegliere. È servito anche al concorrente monopolista che è cresciuto anche lui. Noi chiediamo una concorrenza giusta. Oggi paghiamo un canone fuori da ogni realtà che pesa sul conto economico. È un momento delicato, siamo pronti a investire sul mercato ma servono regole di chiara e corretta concorrenza. Italo è un buon servizio, pulito, ma per continuare a investire servono regole chiare».
«ALITALIA ETIHAD OPERAZIONE MOLTO BUONA». Sempre più possibile, poi, una sua nomina in Alitalia: «In questo momento vorrei aver tempo di riflettere». Quella con Etihad «credo sia un'operazione molto buona, c'è grande complementarietà. Ho cercato di fare molto per favorire questo accordo».

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