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AZIENDE 15 Ottobre Ott 2014 0940 15 ottobre 2014

Twitter, fuga di manager: i guai di Dick Costolo

Sempre più dirigenti lasciano l'azienda. S'allontana l'obiettivo di 1 mld di utenti.

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La sede di Twitter a San Francisco.

Twitter inizia a perdere i pezzi. Che poi sono anche quelli che hanno contribuito al suo sviluppo (e successo).
Dopo aver trasformato la gestione della società proprietaria del social network per arrivare a ottenere 1 miliardo di utenti, Dick Costolo, amministratore delegato di Twitter, s'è ritrovato alcune uscite eccellenti da gestire. A darne notizia è stato il Financial Times, che ha evidenziato come dopo lo sbarco in Borsa, avvenuto a fine 2013, lo staff di Twitter s'è ritrovato parecchio ridimensionato.
VIA ANCHE SCHILLER. L'ultima ad andarsene è stata Vivian Schiller, reponsabile della sezione «notizie» del microblogging. Un addio che ha messo addirittura in discussione le scelte di Costolo, manager considerato tra i 10 più influenti dirigenti Usa del mondo tech secondo il Time, arrivato al vertice di Twitter nel 2009 per vincere la sfida con Facebook e dare una spinta al social network di San Francisco.
PICCOLA START UP. Secondo Brian Wieser, analista di Pivotal Research, le decisioni di Costolo dimostrano che Twitter funziona ancora come una start up.
Per l'esperto, il social network potrebbe valere oltre 30 miliardi di dollari, nulla se confrontati con il diretto concorrente: Facebook ha recentemente toccato quota 200 miliardi. Insomma «si tratta di una piccola impresa», ha detto Wieser al quotidiano finanziario britannico.
LE USCITE ECCELLENTI. La grande fuga ha raggiunto il suo apice prima dell'estate con l'uscita di scena del Chief operating officer (l'equivalente del nostro direttore generale) Ali Rowghani con Costolo che ha preso il controllo diretto dello sviluppo del prodotto.
A inizio 2014 erano stati Christopher Fry, capo degli ingegneri, e Michael Sippey, vice president product a lasciare. A giugno, poi, l'ex direttore finanziario Mike Gupta è stato retrocesso per far posto ad Anthony Noto, ex di Goldman Sachs.
Ma non è finita, perché nell'elenco dei manager che hanno divorziato da Twitter ci sono anche Chloe Sladden, ex capo dei media nordamericani e Geoff Reiss, ex responsabile delle partnership sportive.
NELLE MANI DI COSTOLO. «Ora c'è una nuova gestione», ha spiegato al Financial Times Robert Peck, analista di SunTrust Robinson Humphrey, «che permette a Cosolo di controllare tutto». Non per questo una cattiva notizia per l'esperto, secondo cui Noto ha già «messo la sua impronta sulla società». E per novembre Peck s'attende che Twitter possa celebrare il suo anniversario come public company condividendo più informazioni con i suoi investitori.

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