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VERTICE 16 Ottobre Ott 2014 2145 16 ottobre 2014

Asem, Napolitano: «L'Ue imbocchi la strada della crescita»

Il Capo dello Stato al vertice Europa-Asia a Milano: «L'Europa tutta accusa stagnazione».

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Giorgio Napolitano (a destra) col presidente dell'Ucraina Petro Poroshenko.

Lo hanno detto prima Matteo Renzi e François Hollande. Quindi lo ha ripetuto Giorgio Napolitano: l'unica via possibile per l'Europa è quella di imboccare alla svelta il sentiero della crescita. Nel suo saluto alla cena di chiusura del primo giorno del vertice Europa-Asia, Asem, in una Milano blindata dalle forze dell'ordine dove si sono radunati 53 leader politici di tutto il mondo, il presidente della Repubblica ha inteso ribadire l'urgenza di misure per uscire dalla recessione. Un'urgenza sottolineata da un'altra seduta di affanno delle borse mondiali dopo il tonfo di mercoledì 15 ottobre.
«POLITICHE DI CRESCITA L'UNICA VIA». «Di certo all'Unione Europea tocca ora imboccare la strada di politiche più favorevoli alla crescita, anche perché, nonostante indubbie differenze nel suo seno, è l'Europa nel suo insieme che accusa i colpi di una tendenziale stagnazione se non deflazione», ha detto il capo dello Stato.
«L'imperativo più scottante che oggi richiede il massimo di sforzi da parte dell'Asem è quello di superare i danni e le persistenti implicazioni della crisi finanziaria ed economica mondiale iniziata nel 2008, e di rimuoverne le cause, i rischi di sue ripetizioni nel futuro», ha proseguito.
«Le asimmetrie e divergenze nell'andamento dell'economia in questo inizio di XXI secolo tra i nostri due continenti, debbono suscitare nell'Europa unita non una sindrome di fatale declino, ma una forte volontà di valorizzazione delle sue tradizioni migliori e delle sue potenzialità di innovazione e competitività», ha ripetuto Napolitano nel suo brindisi.
«CONTRO L'ISIS RISPOSTE FERME, NESSUNO PUÒ SOTTRARSI». Quindi il presidente della Repubblica ha toccato il tema del terrorismo, invocando una unione di forze per affronatrne la minaccia. Serve un «intenso e coordinato impegno per lo spegnimento di focolai di guerra e di tensione, per il superamento di conflitti armati e di minacce di violenza» come quello dell'Isis che si manifesta con «forme di inaudita aggressività e barbarie».
«Nessuno di noi può sottrarsi a risposte le più ferme di fronte alle minacce incombenti, né a una paziente tessitura di soluzioni politiche e diplomatiche rispetto a vecchi e nuovi contenziosi tra Stati e dinanzi a scontri dissolutivi all'interno di diversi paesi», ha ammonito ancora Napolitano nel suo appello alla collaborazione.

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