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MITO AL TRAMONTO 16 Ottobre Ott 2014 2330 16 ottobre 2014

Barbie in crisi: crollano le vendite

Tonfo nel terzo trimestre -21%. Dopo 55 anni la bambola cult rischia la pensione.

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Nel terzo trimestre del 2014 le vendite della Barbie hanno registrato un calo del 21%.

Barbie soffre della crisi di mezza età. La bambola Mattel più famosa al mondo rischia infatti di andare in pensione, a 55 anni, dopo un crollo delle vendite registrato nell'ultimo trimestre. E i disperati tentativi di intervento dell'azienda produttrice al momento non hanno ottenuto risultati. Ad aggravare la situazione ci si mette anche la concorrenza: come quella di un'altra multinazionale, la Hasbro Inc., che si è aggiudicata i diritti, dal 2016, per realizzare le bambole dei personaggi di Frozen, film della Disney campione d'incassi.
NEL TERZO TRIMESTRE 2014 -21% DI VENDITE. Le vendite della Barbie registrano perdite da molto tempo, ma il recente calo del 21% nell'ultimo trimestre, chiuso a settembre, ha allarmato l'azienda. Solo un anno prima la perdita era stata del 4% a livello mondiale nel secondo trimestre e del 3% in un anno. È evidente, dicono gli analisti, che uno dei giocattoli più famosi in America, e non solo, sta perdendo il suo appeal. E il fatto preoccupa molto la Mattel perché la bambola ha sempre generato enormi profitti.
Barbie, infatti, ha un margine lordo molto alto, nessun pagamento sulle royalty e spese pubblicitarie molto efficienti.
BARBIE VIOLINISTA IN CINA. Neanche il tentativo di esportarla in Cina nei mesi scorsi ha dato i risultati sperati. La Mattel ha cercato di attirare l'interesse dei genitori per la sua bambola, ma molti hanno storto il naso sostenendo che il giocattolo distrae dall'apprendimento. «Gioia e apprendimento sono come l'acqua e l'olio in Cina», ha detto un dirigente dell'azienda.
La Mattel però non si è arresa e ha creato una nuova Barbie proprio per quel Paese, la 'Barbie violinista', ispirata alla cultura di apprendimento, al prezzo di 13 dollari contro i 30 con la quale viene venduta nei principali negozi del mondo. Non è chiaro però se la strategia di mercato stia funzionando in quanto la Mattel non ha fatto trapelare le cifre di vendita in Cina.
MEGLIO LE VENDITE DI ALTRI GIOCATTOLI MATTEL. Fortunatamente per l'azienda i suoi altri giocattoli vanno un po' meglio: le vendite della principessa Disney e Ever After High, la bambola della moda, hanno registrato un netto aumento lo scorso anno. Tuttavia, fanno notare all'azienda, neanche tutti quei giocattoli messi insieme potranno mai sostituire i guadagni fruttati con la Barbie che ha una vendita annuale di 2 miliardi di dollari. «Non siamo ancora fuori dalla crisi» ha detto il direttore esecutivo, Bryan Stockton. E il Natale si avvicina.

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