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VERTENZA 17 Ottobre Ott 2014 1532 17 ottobre 2014

Acciaierie Ast, fischi per Camusso e Angeletti

I leader di Cgil e Uil contestati alla manifestazione di Terni. I sindacati: «Governo inefficace».

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Il 17 ottobre la città di Terni si è fermata per lo sciopero proclamato da Cgil, Cisl, Uil in difesa dei lavoratori delle Acciaierie Ast. Per la questura hanno partecipato al corteo 12 mila persone.

Doveva essere un'occasione per difendere il diritto al lavoro, protestare contro il governo e la Thyssen. E per alcuni invece è diventato il giorno della contestazione dei leader di Uil e Cgil.
Luigi Angeletti e Susanna Camusso sono stati accolti dai fischi a Terni, fermatasi il 17 ottobre in occasione dello sciopero generale provinciale proclamato dai due sindacati con la Cisl contro i 537 licenziamenti annunciati da ThyssenKrupp per le Acciaierie Ast.
«Credo ci siano stati alcuni che militano in organizzazioni diverse e immagino centri sociali», ha commentato Angeletti cercando di minimizzare l'accaduto e inserirlo nel contesto di una mobilitazione senza alcun problema di ordine pubblico.
Secondo le stime della questura almeno 12 mila persone, tra cui operai cittadini e studenti, si sono radunate davanti ai cancelli della fabbrica di viale Brin da dove, poco prima delle 9.30, è partito il corteo organizzato dai sindacati.
COMIZI DEI TRE SEGRETARI GENERALI. Dopo avere attraversato le vie della città, i manfestanti si sono ritrovati in piazza della Repubblica, dove si sono svolti i comizi finali della leader della Cgil Camusso, del segretario generale della Uil Angeletti, e Giuseppe Farina a capo della Fim Cisl.
Alla testa del corteo c'era lo striscione con la scritta «Noi non ci stiamo!!», che in questi giorni ha accompagnato le proteste degli operai.
SOLIDARIETÀ DI TUTTA LA CITTÀ. Cartelli di solidarietà nei confronti dei lavoratori sono stati esposti anche dai balconi delle case.
«Doveva essere lo sciopero dei lavoratori ed è invece diventato lo sciopero di tutta la città», ha detto Camusso, «il problema è capire se il governo vuole davvero assumere la prospettiva e il futuro di questo stabilimento come un impegno di politica industriale da perseguire anche esercitando le funzioni di politica estera» con il governo tedesco.
Il segretario generale di Cgil ha aggiunto: «I sindacati metalmeccanici incontrano quelli tedeschi la prossima settimana. Ognuno ha il suo ruolo in questa vicenda».
«IL GOVERNO DIFENDA I LAVORATORI». «Serve un governo che dica da che parte sta e difenda gli interessi dei cittadini», ha sottolineato Angeletti, «Non è possibile che solo in Italia le multinazionali dettino al governo cosa si deve fare. Non accetteremo la perdita di produzione e di posti di lavoro».
«THYSSEN ARROGANTE». Secondo Farina il confronto fra le parti in gioco finora è stato viziato «da un comportamento arrogante della Thyssen, una controparte rigida e spigolosa e un governo volenteroso ma inefficace».
Il leader dei metalmeccanici Fim-Cisl ha aggiunto: «Non si possono chiedere sacrifici ai lavoratori se non servono a salvare impianti e posti di lavoro».

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