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CONTI 17 Ottobre Ott 2014 1619 17 ottobre 2014

Cannabis terapeutica, business potenziale da 1,4 miliardi di euro

Lo studio di Coldiretti: «La sua produzione porterebbe 10 mila posti di lavoro in più».

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Negli Anni '40 l'Italia era il primo produttore mondiale di cannabis.

L'Italia non deve sottovalutare il business della cannabis a scopo terapeutico. La sua coltivazione è «un'eventualità che va attentamente valutata per uscire dalla dipendenza dall'estero e avviare un progetto di filiera italiana al 100%, che unisca l'agricoltura all'industria farmaceutica». È questo l'avvertimento della Coldiretti, la principale associazione per la difesa degli interessi degli agricoltori, sul potenziale economico legato alla coltivazione, trasformazione e commercio della famosa droga leggera.
«POTENZIALITÀ ENORMI». Secondo uno studio redatto da Coldiretti/Ixè, presentato al forum internazionale di Cernobbio dell'agricoltura e dell'alimentazione, «per i bisogni dei pazienti in Italia e all'estero è un business da 1,4 miliardi di euro e può garantire almeno 10 mila posti di lavoro dai campi ai flaconi». I dati sono stati ribaditi dal presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, secondo il quale «una prima sperimentazione potrebbe aprire potenzialità enormi». Secondo lo studio, infatti, il principio attivo viene importato dal ministero della Sanità con un costo di circa 15 euro al grammo. L'agricoltura italiana», ha aggiunto Moncalvo, «è pronta a recepire le disposizioni del governo e a collaborare per la creazione di una filiera capace di far fronte a una precisa richiesta di prodotti per la cura delle persone affette da malattia».
«DUE ITALIANI SU TRE SONO FAVOREVOLI». Lo studio, inoltre, ha riportato una recente statistica secondo la quale quasi due italiani su tre (64%) sono favorevoli a coltivare la cannabis per uso terapeutico. Questi dati potrebbero essere un primo passo per riaprire la discussione sulle politiche sulla lotta alle droghe, in seguito al fallimento delle leggi più repressive. La ricerca, inoltre, rivela dettagli sorprendenti e poco conosciuti: negli Anni 40, per esempio, l'Italia era il primo produttore mondiale di cannabis sativa, simile alla varietà usata per scopi terapeutici, con oltre 100 mila ettari coltivati. Questo primato si è poi ridotto sensibilmente nei decenni successivi, a causa di una legislazione più repressiva.

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