Economia 17 Ottobre Ott 2014 1857 17 ottobre 2014

E.on va verso lo spezzatino

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E.on Italia sta per essere ceduta dalla capogruppo tedesca. Sindacati sul piede di guerra mentre sta per entrare nel vivo il processo di vendita di E.on Italia da parte della capogruppo tedesca. Le organizzazioni di settore di Cgil, Cisl e Uil (Filctem, Flaei e Uilla) hanno proclamato uno sciopero di 8 ore per il 28 ottobre, accompagnato dallo sciopero dello straordinario. I rappresentanti dei lavoratori se la prendono con la mancata disponibilità del colosso tedesco dell'energia di incontrarli per discutere di una vendita che potrebbe comportare «conseguenze pericolose circa l'emorragia di posti di lavoro», attualmente un migliaio, e condurre allo spezzatino di una parte importante dell'infrastruttura energetica del paese. Ma le critiche sono rivolte anche al Ministero dello Sviluppo Economico, colpevole di non convocare le parti attorno a un tavolo. GIÀ IN VENDITA LE ATTIVITÀ IN SPAGNA E.on, che ha messo in vendita anche le attività in Spagna, è presente in Italia con 6 gigawatt di potenza installata (tra centrali termoelettriche, impianti idroelettrici, e qualche attività nell'eolico e nel fotovoltaico), una quota del rigassificatore Olt di Livorno e con un parco di circa 800 mila clienti nell'elettricità e nel gas. Le offerte vincolanti dovrebbero essere presentate all'advisor di E.On, Goldman Sachs, entro il 3 novembre anche se il 17 ottobre il Quotidiano Energia ha parlato di possibili slittamenti, legati alle attività di esame degli asset da parte degli offerenti. Sono in parecchi, sia società del settore che fondi, a guardare alle attività di E.On: l'Enel è interessata ai clienti luce e gas, A2A all'idroelettrico di Terni, Erg e Falck Renewables alle rinnovabili, solo per citare qualche nome. L'OBIETTIVO È INCASSARE 2 MILIARDI In parallelo a questo tavolo E.On sta conducendo una trattativa privata per cedere in blocco tutte le sue attività italiane con una cordata composta da cinesi e svizzeri e con Edison, assistita da Mediobanca e Lazard. L'avvicendamento al vertice della controllante di Foro Buonaparte, Edf - con la prossima uscita del presidente dei due gruppo Henri Proglio e l'ingresso di Jean-Bernard Levy - potrebbe interferire con i tempi della trattativa. E.On, secondo indiscrezioni, punterebbe a raccogliere 2 miliardi di euro: una richiesta che deve fare i conti con la crisi del mercato elettrico, che ha costretto molti operatori a svalutare i loro asset termoelettrici.

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