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POLITICA 17 Ottobre Ott 2014 1105 17 ottobre 2014

Legge di stabilità, Napolitano difende Renzi

Il capo dello Stato mette in guardia l'Ue: «Misure importanti per investimenti».

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Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Giorgio Napolitano si schiera dalla parte di Matteo Renzi. Il giorno dopo il varo della manovra del governo che ha scatenato numerose proteste, soprattutto da parte delle Regioni, il capo dello Stato ha precisato che nella legge di Stabilità sembra esserci «un riconoscimento ampio e ci sono misure importanti per la crescita, sia direttamente per quel che riguarda le politiche di investimenti, sia indirettamente per quello che riguarda la riduzione della pressione fiscale».
Un messaggio, insomma, all'indirizzo dell'Unione europea che deve dare il suo ok alla manovra.
MANOVRA PER LA CRESCITA. «Mi pare che siamo in una situazione di passaggio in vista del Consiglio europeo di fine ottobre», ha continuato il presidente della Repubblica a Milano in occasione del vertice euroasiatico del 16 e 17 ottobre, «penso però che le posizioni prese con notevole nettezza dal governo italiano, ma non solo dall'Italia, vadano nel senso di un forte rilancio delle politiche per la crescita».
AVANTI SULLA CONSULTA. Napolitano, poi, ne ha approfittato per tornare sulla questione delle nomine dei giudici per la Consulta. «Io procederò rapidamente», ha risposto secco il capo dello Stato, evidenziando lo stallo del parlamento: «Io vado avanti per conto mio: siamo in due e io non so l'altro come si muove».
FIDUCIOSO SULL'UCRAINA. Infine uno sguardo all'Ucraina, dopo che nella mattinata di venerdì 17 ottobre nella prefettura di Milano s'è svolto l'incontro tra il presidente della Russia Vladimir Putin e l'omologo ucraino Petro Poroshenko.
«Ritengo che ci sia un più alto grado di comprensione da tutte e due le parti circa la necessità di uscire al più presto da una situazione le cui ripercussioni e i cui danni devastanti non investono solo i due Paesi coinvolti ma anche tutta l'Europa», ha chiarito Napolitano che giovedì 16 ottobre ha incontrato in due bilaterali separate prima il rappresentante di Kiev e poi quello di Mosca (l'inquilino del Quirinale ha parlato di «colloqui informali).

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