Economia 17 Ottobre Ott 2014 1555 17 ottobre 2014

L.Stabilità, i timori della Snai sui giochi

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Aumento del prelievo fiscale e slot da sostituire. C'è poco di buono per il comparto giochi nella Legge di Stabilità appena varata dal governo e l'amministratore delegato di Snai, Giorgio Sandi non lo nasconde: «Abbiamo assistito ad un cambiamento di ottica nel modo di pensare il comparto giochi» dice il manager. Si tratta di sicuro di provvedimenti che fanno comodo allo Stato, che incasserà più soldi, ma che alimentano il mercato grigio, non rimuovendo il problema della presenza di una doppia rete per le scommesse. Lo Stato è legittimato a cambiare idea ma se si fa un intervento così delicato c'è bisogno di ascoltare tutti i protagonisti della filiera - aggiunge Sandi «Per questo, spero che il presidente Renzi ci ascolti». Tra i correttivi per il comparto giochi, Snai chiede «un passo indietro sulla variazione delle aliquote e la reingegnerizzare del sistema fatto con razionalità e giudizio». Dalla metà degli anni 90 - ricorda Sandi - le slot sono state distribuite in modo illegale e lo Stato si è poi adoperato con un certo ritardo per sostituire le macchine illegali con un'offerta legale che potesse essere soddisfacente per il giocatore e contrastasse la criminalità ed il mercato nero. Ebbene, dopo un lavoro immenso oggi il governo, secondo noi sbagliando ma spero che possa esserci tempo e modo per rivedere il provvedimento, sembra cambiare completamente ottica». "LA MANOVRA PENALIZZA IL GIOCO LEGALE". La manovra, che ha lo scopo dichiarato di raccogliere denaro penalizza l'offerta di gioco legale, e produrrà due risultati: la riduzione dell'appetibilità e l'incremento della zona grigia nella raccolta delle scommesse. La Sogei ha già detto che non sarà possibile certificare se non con tempi lunghi tutte le piattaforme e i giochi e considerando che parliamo di un migliaio di giochi i tempi saranno molto lunghi, anche due anni. Insomma, cosi' facendo lo Stato offre il fianco al mercato grigio che avrà più facilità di assorbire la domanda riducendo il flusso di gioco dai canali legali», aggiunge Sandi, «lo Stato proprietario ha il pieno diritto di cambiare idea e filosofia, ma così si torna indietro di 15 anni». RICADUTE PIU' PESANTI PER LE VLT. Per le Video lottery terminal (Vlt) ad esempio la ricaduta sarà pesante: ci sono concessionari che hanno speso milioni di euro per acquistare le macchine e le concessioni contando su determinate condizioni contrattuali e in corso d'opera le vedono cambiate. Insomma, non è stata una manovra marginale, ma sembra un cambio radicale di strategia. Bisognerà intervenire macchina per macchina e chi lo farà?, chi investirà decine di milioni per cambiare la macchina, senza avere davanti nessuna scelta programmatica?. LE PROPOSTE DELLA SNAI. Correttivi in corso d'opera possono esserci. «Innanzitutto - propone Sandi - bisogna fare un passo indietro sulla variazione delle aliquote, trovando forme alternative in un quadro armonico e con una progettualità di lungo periodo. Parlo dell'intero mercato del gioco legale, perché per noi di Snai l'impatto diretto non è così significativo, dato che il nostro core business è nelle scommesse ed abbiamo quindi altre fonti che integrano le macchine da gioco. Ma se vogliamo reingegnerizzare il sistema bisogna farlo con razionalità e giudizio. In Italia ad esempio per le scommesse invece si è creata una situazione paradossale, dove ci sono operatori con concessione e altri senza. Il tentativo di pareggiare le condizioni di esercizio di queste reti è meritevole ma nel caso delle macchine devo dire che non è avvenuto. E' stata fatta un'operazione mediatica che non potrà dare risultati ne' dal punto di vista degli introiti, nè dell'offerta di mercato che andrà invece solo a rimpolpare la zona grigia». Difficile al momento quantificare la ricaduta per il mercato dai provvedimento dell'altro ieri: "Per come è scritta oggi è incalcolabile perché non si capisce in quanto tempo potrà esserci la rimodulazione delle macchine, diciamo almeno due anni, senza dimenticare che se anche questo dovesse avvenire dovrebbe prima rifarsi la matematica dei giochi. Ebbene, ci sarà qualcuno che avrà voglia di investire in questa direzione? Se proprio dovessi dirla tutta penso che questa manovra forse voleva servire a togliere il problema della cosiddetta ludopatia, (anche se che non c'e' nessuna ricerca scientifica che la definisca e che la qualifichi come una patologia). Parliamo di numeri assolutamente irrisori, un fenomeno marcato solo mediaticamente. Ho la sensazione che tutti parlino troppo di ludopatie ma bisogna affrontare il tema in modo scientifico e documentato, con serietà e rispetto».

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